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Dir lgbt – Religioni e Diritti

COLLOQUIO TRA CARLO MARIA MARTINI ED IGNAZIO MARINO
Fecondazione assistita. Aborto. Staminali. Adozioni e Aids. Eutanasia. I confini della ricerca. L’incontro possibile tra scienza ed etica cristiana secondo il cardinale Carlo Maria Martini

EBRAISMO ED OMOSESSUALITA’

di Angelo Di Capua

Questo mio intervento su Ebraismo ed Omosessualità, suffragato solo dalle mie convinzioni di ebreo “non osservante” della Comunità Ebraica di Roma e di uomo che si è schierato politicamente con il PD.
Tra i tanti argomenti che sono stati trattati nel seguente link di Wikipedia sul tema “Omosessualità ed ebraismo” ho volutamente scelto L’EBRAISMO CONSERVATORE / MASORTI in quanto a mio parere è l’indirizzo a cui dovrebbe tendere qualsiasi Comunità Ebraica italiana ortodossa. Tale interpretazione religiosa potrebbe essere un buon compromesso tra gli ebrei italiani, osservanti della legge rabbinica ed influenzati dalla cultura e legislazione omofobica vigente in Italia, con gli inviolabili diritti degli ebrei omosessuali italiani, di poter vivere una vita “normale” all’interno della propria comunità ebraica. Mi pare superfluo evidenziare che le giovani generazioni di ebrei italiani hanno una mentalità molto più aperta sul tema della omosessualità, di quella della mia generazione (classe 1954), per non parlare di quella “bigotta” di chi è più anziano di me.

Ebraismo conservatore/Masorti

L‘Ebraismo conservatore, diffuso principalmente negli Stati Uniti a partire dagli inizi del XX secolo, considera che l’omosessuale non adempia ad uno delle Mitzvot (comandamento). Ma esistono altre 612 Mitzvot nella legge di Mosè.
Uno non può considerare l’omosessuale ebreo diversamente da come considererebbe un ebreo che non sia completamente osservante in qualsiasi altra maniera, come, ad esempio, un ebreo che guidi il giorno dello Shabbat (il sabato) verso un luogo che non sia la sinagoga, o colui che non segua le prescrizioni della kosherut (prescrizioni alimentari), ecc.  Di conseguenza l’ebraismo conservatore afferma che gli uomini e le donne omosessuali possono condurre la preghiera, avere una aliyah per leggere dalla Torah, e possono anche prestare servizio come educatori della gioventù e come insegnanti nelle scuole ebraiche”. ( Robert Kaiser, Judaism and Homosexuality, 4 aprile 1999)
Nonostante questa visione più liberale, l’ebraismo conservatore vieta l’ordinazione rabbinica e matrimoni ed unioni civili tra omosessuali.
Nel 1992 la Committee on Jewish Law and Standards (CJLS), ente preposto, nell’ebraismo conservatore, all’interpretazione della legge ebraica stabilì che le ricerche scientifiche, psicologiche e biologiche circa la natura dell’omosessualità non consentivano di giudicare gli omosessuali seguendo letteralmente la Halakhah.  Nel documento relativo alla posizione ufficiale della CJLS si legge quanto segue:

(A) Non effettueremo cerimonie di unione per gay e lesbiche.
(B) Non ammetteremo deliberatamente omosessuali dichiarati nelle nostre scuole teologiche, o all’assemblea rabbinica o a quella dei cantori. Allo stesso tempo non istigheremo una “caccia alle streghe” contro coloro che sono già studenti o membri.
(C) [La responsabilità] se gli omosessuali possano insegnare come maestri o educatori della gioventù nelle nostre congregazioni e scuole, verrà lasciata al Rabbi autorizzato a prendere le decisioni halakhichi che della specifica istituzione del movimento conservatore. Presumibilmente, in questa come in tutte le altre materie, il rabbino effettuerà le sue scelte tenendo conto della sensibilità degli appartenenti alla sua congregazione o scuola. L’interpretazione data dal rabbino alla legge ebraica su queste questioni [...] sarà inoltre un fattore determinante in queste decisioni.
(D) Similmente, il Rabbi di ogni istituzione del movimento conservatore, in accordo con i leader laici [della comunità], è incaricato di formulare politiche relative all’eleggibilità di omosessuali per le pratiche di culto e posizioni di leadership laica [all'interno della comunità]
(E) In ogni caso, in accordo con le deliberazioni della Rabbinical Assembly e della United Synagogue noi siamo con la presente ad affermare che gay e lesbiche sono benvenuti nelle nostre congregazioni, gruppi giovanili, campi e scuole.
CJLS Consensus Statement of Policy Regarding Homosexual Jews in the Conservative Movement 25 marzo1992 (testo originale in inglese)

Tuttavia una significativa minoranza dell’ebraismo conservatore, che include un crescente numero di rabbini, crede che bisognerebbe cambiare la posizione ebraica sull’omosessualità riportandola entro i limiti definiti dall’ Halakhah.
I sostenitori di questa visione includono i rabbini Harold M. Schulweis, Jacob Neusner, Bradley Shavit Artson, Ayelet Cohen, J. Rolando Matalon, Marcelo R. Bronstein, Simchah Roth, Leonard Gordon e Joel Alter.
L’Assemblea Rabbinica ha emanato un documento che dichiara che l’immagine divina viene riflessa da ogni essere umano, di qualsiasi orientamento sessuale, e ammette che ci sono buone ragioni per essere preoccupati del fatto che gay e lesbiche ebrei hanno sperimentato , non solo le costanti minacce della violenza fisica e del rifiuto omofobico, ma anche le sofferenze dell’ antisemitismo. Essi notano che gli omosessuali sono membri di tutte le congregazioni ebraiche, e che la crisi dell’AIDS  ha esacerbato l’ansia e la sofferenza degli omosessuali ebrei. In conclusione, l’assemblea rabbinica dichiara:

Noi, l’Assemblea Rabbinica, mentre affermiamo la nostra tradizionale prescrizione per l’etero sessualità, appoggiamo la piena parità civile per gay e lesbiche nella nostra vita nazionale, e deploriamo la violenza contro gay e lesbiche nella nostra società, e reiteriamo che, in quanto tutti ebrei, gay e lesbiche sono benvenuti come membri nelle nostre congregazioni, e richiamiamo le nostre sinagoghe e i rami del nostro movimento ad aumentare la nostra consapevolezza, comprensione e preoccupazione per i nostri compagni ebrei che sono gay e lesbiche.

Anche se la posizione ufficiale del movimento conservatore è che le relazioni omosessuali sono una violazione della legge ebraica, il movimento generalmente non vede tali violazioni come più o meno serie rispetto ad altre, che molti dei suoi membri potrebbero violare, come spendere soldi nel Shabbat(il sabato) o mangiare cibo non-kosher
Per questo, non c’è motivo logico per vedere l’omosessualità in modo differente dal comportamento di qualsiasi altro ebreo che non è pienamente osservante della legge e della tradizione ebraica.
In quanto tale, la Commissione sulla Sessualità Umana dell’Assemblea Rabbinica raccomanda di discutere le possibilità di integrazione degli omosessuali ebrei nelle congregazioni nella lettera pastorale del movimento conservatore che tratta di tutti gli aspetti della sessualità umana: “This Is My Beloved, This Is My Friend: A Rabbinic Letter on Intimate Relation”.

In questo documento l’Assemblea Rabbinica raccomanda che:

1. I gruppi attivi nelle Sinagoghe possono incontrare gay e lesbiche ebrei per discutere su questo problema ad imparare come la Sinagoga possa risultare più accogliente. L’obiettivo vuole essere quello di sensibilizzare i membri della Sinagoga sul fatto che i gay e lesbiche ebrei e le loro famiglie non sono un gruppo esterno ma fanno parte delle nostre comunità e come tali dovrebbero essere trattati.
2. Nei casi ove le Sinagoghe abbiano programmi per speciali corsi all’interno della congregazione, questi programmi possono essere creati anche per gay e lesbiche ebrei e le loro famiglie. Così, ad esempio, informazioni circa i gruppi di supporto come il Parents and Friends of Lesbians and gays (PFLAG) possono essere diffusi attraverso i media della Sinagoga e la stessa potrebbe ospitare uno di questi gruppi. I gay e le lesbiche, inoltre,dovrebbero essere generalmente integrati nelle attività permanenti della congregazione.
3. Gli educatori scolastici e della Sinagoga dovrebbero includere, come parte del programma [d'insegnamento], una sezione relativa alla sessualità e, all’interno di questa, alcune notizie sull’omosessualità (…) In questi corsi dovrebbe essere chiarito che l’attività sessuale, che pure è una parte importante della vita di ognuno, non è tutto. Una conseguenza di ciò è che gli omosessuali ebrei, come gli eterosessuali ebrei, non dovrebbero essere visti esclusivamente come persone che praticano certe pratiche sessuali, ma piuttosto come persone ed ebrei che hanno una gamma completa di interazioni vicendevoli.
4. Le Sinagoghe del movimento conservatore, singolarmente, regionalmente e a livello nazionale possono organizzare programmi sociali per l’avanzamento dei diritti di tutela civile di gay e lesbiche.

This Is My Beloved, This Is My Friend: A Rabbinic Letter on Intimate Relations

L’ebraismo è una religione che ha mille sfaccettature, che si è sviluppata fino alla metà del secolo scorso in tutte le nazioni del mondo separatamente, plasmando il proprio modus vivendi anche in base a quello del paese “ospite”. L’Ebreo che ancora oggi vive al di fuori di Israele è indicato come Ebreo della Diaspora.
Riferendoci all’omosessualità, argomento ostico per numerose culture e per le tre principali religioni monoteiste, gli Ebrei omosessuali hanno sofferto delle costrizioni o goduto delle libertà del paese in cui vivevano.
Dalla nascita dello Stato di Israele, nel maggio 1948, l’ebraismo ha finalmente trovato una sua dimensione nazionale, ed ha scelto un suo proprio modus vivendi. L’Ebreo che oggi vive in Israele è un Ebreo Sabra, se egli è nato in Israele, o Ebreo che ha compiuto l’Alià (*), se egli dalla nazione dove è nato, si è trasferito definitivamente in Israele.
Oggi, possiamo senz’altro prendere come esempio di vita lo Stato di Israele, non basata sui testi sacri, in cui gli omosessuali ebrei possono essere liberamente ciò che sono, senza essere sottoposti ad una cultura ed a una legislazione omofobica.
La città di Tel Aviv ha infatti diversi locali Gay, una spiaggia maggiormente frequentata da omosessuali e diverse serate in discoteca organizzate dalla comunità GLBT, oltre a permettere, già da diversi anni, la sfilata del gay pride.
Israele è lo Stato della diversità, dell’accettazione, della convivenza. Nonostante tutto ciò che riportano le nostre televisioni, basta visitare Gerusalemme per rendersi conto che gli abitanti di quella città lavorano e vivono felicemente insieme. Non si fa qui riferimento soltanto ad Arabi e Israeliani. Non ci dimentichiamo che gli Israeliani hanno origini spesso diverse tra loro, provengono dai paesi dell’est Europa, dell’Africa, dell’America e dell’Oriente. E’ forse questo Melting Pot di culture che ha permesso maggiore apertura anche nei confronti del mondo Gay e che ha portato allo sviluppo di leggi antidiscriminatorie nei loro confronti. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è ancora celebrabile, ma sono accettati i matrimoni fatti all’estero.
Dal punto di vista strettamente religioso, in più punti della Torah, si fa riferimento all’abominio dell’unione tra persone dello stesso sesso. Non è però corretto considerare l’ebraismo ortodosso quale unico rappresentante della cultura ebraica moderna. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nello stesso Israele, sono ormai sempre più numerosi gli Ebrei che fanno parte di comunità riformate, molto più aperte ai cambiamenti del mondo e di conseguenza all’accettazione dell’omosessualità.

(*)Aliyah o Aliyá o Aliá (ebraico: עליה, “salita”) è il termine utilizzato per indicare l’immigrazione ebraica nella terra di Israele. Etimologicamente il termine viene dal termine Aliyah laReghel (עליה לרגל), che significa “pellegrinaggio”, per via della salita che si doveva compiere per raggiungere Gerusalemme durante i tre pellegrinaggi prescritti per le festività di Pesach, Shavuot e Sukkot. Per l’azione opposta, l’emigrazione da Israele, si utilizza il termine Yerida (“discesa”)

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