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Alessandro Cresci

Fiorentino, 42 anni, impiegato presso un’azienda privata nel settore commercio.
Milita e si iscrive per la prima volta in un partito, Italia dei Valori, nel 2003. Ne diventa Coordinatore Provinciale a Firenze nel 2008 e viene riconfermato nel 2010.
Eletto Consigliere alla Provincia di Firenze alle elezioni amministrative del 2009, ricopre attualmente il ruolo di Presidente della Commissione Provinciale Istruzione, Programmazione Scolastica, Sport, Cultura, Turismo.
Nell’ottobre 2010 alla Camera dei Deputati partecipa con l’Onorevole Antonio Di Pietro, con il Presidente dei deputati IdV Massimo Donadi, col responsabile diritti civili IdV Franco Grillini, col vicepresidente della commissione Giustizia Federico Palomba alla presentazione della legge contro l’omofobia e la transofobia che chiede l’estensione della legge Mancino a questi reati.
Nel 2010 viene nominato responsabile del dipartimento Diritti Civili dell’Italia dei Valori Regione Toscana.
Nel 2011 collaborando con gli amici di laicitaediritti durante la “maratona per l’uguaglianza e la pari dignità” decide di impegnarsi più attivamente con loro.

Questa mattina ho presentato un disegno di legge sul problema dell’omofobia. E’ una proposta che muove dalla necessità di porre un freno al pericoloso clima che sta investendo l’Italia. Esistono tante forme di intolleranza, ma tra queste l’omofobia e la transfobia sono tra le peggiori perché sono comportamenti che si preferisce ignorare, far finta che non esistano e sono troppo spesso tollerati. La discriminazione per ragioni sessuali attraversa, purtroppo, tutti gli strati della nostra società e interessa tutte le appartenenze politiche.

Noi dell’Italia dei Valori, che abbiamo sempre messo al primo posto la parità dei diritti di tutti i cittadini, non possiamo trascurare il problema, non possiamo neanche correre il rischio che all’interno del nostro partito ci sia ancora chi non ha raggiunto una maturità culturale. Crediamo perciò che sia giunto il momento di mettere all’ordine del giorno un tema che attiene alla dignità della persona e all’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

In Parlamento si parla tanto di difesa dei diritti e allora chiediamo che ci sia una presa di coscienza reale del problema dell’omofobia. Tra l’altro, questa norma non costa nulla e, pertanto, non deve avere l’avallo del ministro Tremonti. La nostra proposta è davvero molto semplice e, se ci fosse la volontà, potremmo avere anche una rapida approvazione del provvedimento.

Di fatto, la legge c’è già, è la 205 del 1993, nota come legge Mancino che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. Noi vorremmo aggiungere a queste forme di discriminazione anche quella per ragioni sessuali. Alla legge Mancino in passato sono state già apportate alcune modifiche, ad esempio quella di tutela delle minoranze linguistiche, allora perché non intervenire introducendo questa tipologia specifica di reato: “la discriminazione per motivi sessuali”? Si andrebbe così oltre alla proposta fatta dal Pd, che vorrebbe introdurre l’omofobia soltanto come aggravante di reati già esistenti.

Inoltre, serve un’azione preventiva, includendo il divieto per le associazioni che hanno come scopo (esplicito o implicito) l’incitamento all’odio e alla discriminazione contro gli omosessuali. Infine, c’è anche un aspetto rieducativo della legge: tra le varie forme di punizione vogliamo obbligare chi commette questo reato a recuperare anche effettuando azioni di pubblica utilità.

Da una ricerca di Arcigay emerge che nel 2010 l’odio a sfondo sessuale ha portato già a due omicidi, 29 violenze e aggressioni, sei estorsioni, un atto di bullismo, sette atti vandalici e cinque dichiarazioni istituzionali che vanno in questo senso. Se si vede la situazione dal 2006 a oggi, in soli cinque anni, l’omofobia ha prodotto ben 37 omicidi, 194 aggressioni e 21 casi di estorsioni. La situazione è grave e delicata, perciò manderò questo disegno di legge a tutti i nostri parlamentari affinché possano sottoscriverla e diventarne anche loro co-promotori. Ci appelliamo ai tutti i deputati e senatori e chiediamo che la nostra proposta di legge possa essere messa all’ordine del giorno e sia discussa in Parlamento al più presto.
Con me alla conferenza stampa sono intervenuti anche Franco Grillini, responsabile Idv per i Diritti civili e Associazionismo, Alessandro Cresci, consigliere Idv della Provincia di Firenze, Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, e Federico Palomba, capogruppo Idv in Commissione Giustizia alla Camera.

http://www.agenparl.it/articoli/primo-piano/news/primo-piano/20101027-omofobia-lidv-presenta-la-sua-proposta-di-legge/stampa

(AGENPARL) – Roma, 27 ott – Estendere la legge Mancino – Reale ai crimini di omofobia e transofobia. E’ questa la linea tracciata dalla proposta di legge presentata oggi dal gruppo dell’Idv, in conferenza stampa, a Montecitorio.

La legge Reale del 1975 ha ratificato un importante strumento internazionale, ossia la convenzione di New York sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Si tratta di una legge completa che comprende una parte repressiva ed una preventiva. Con la prima si va punire chi propaganda idee fondate sulla superiorità razziale o etnica e chi commette reati per finalità d’odio etnico, razziale o religioso. Con quella preventiva, invece, si vietano le associazioni che hanno tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi etnico-razziali. L’Idv fa proprie queste direttive. Ll’on. Antonio Di Pietro spiega, infatti, che questa proposta di legge prevede una forma di rieducazione per chi commette reati di omofobia e transofobia.  “E’ una proposta di legge che non ha un iter articolato – incalza Di Pietro – basta semplicemente fare un’aggiunta alla legge Mancino – Reale, sulla quale tra l’altro si è già intervenuti per proteggere le minoranze linguistiche. Si tratta di una legge di iniziativa parlamentare – preme il leader dell’Idv – che non necessita, quindi, di un avallo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti”.  Sono tre i principali motivi che spingono Di Pietro e i suoi a presentare questo provvedimento. In primis assicurare la qualità della nostra democrazia, che deve riconoscersi per  un atteggiamento di  rispetto e di  difesa da parte della politica verso le minoranze. In secundis, se l’Italia vuole veramente muoversi verso l’apertura e l’integrazione, la politica deve garantire l’effettiva partecipazione di tutti al progresso sociale. In ultimo, non per importanza, si rileva che “chi discrimina divide, chi divide separa e, separare, vuol dire allontanare”.  Allontanare dal tessuto sociale, si legge  nel  testo del disegno di legge, significa generare situazioni di illegaliità sempre più gravi. Tra le cause del dilagare della discriminazione sessuale, individuate dal gruppo dell’Idv, c’è la condizione politica, ossia la mancanza di una volontà politica scevra da pregiudizi  e che voglia veramente legiferare sulla tutela delle persone omosessuali e trans. Anche il Pd, con l’on. Anna Paola Concia, ha fatto la sua proposta di legge contro l’omofobia e la transofobia. Ma, a sentire Federico Palomba, capogruppo dell’Idv in Commissione Giustizia, non basta aggiungere “una semplice aggravante”, com’è nelle intenzioni del Pd. “Occorre una reazione sociale adeguata alla profondità di questa incoltura” stigmatizza Palomba. Interviene, infine,Alessandro Cresci, coordinatore fiorentino dei dipietristi, che negli ultimi giorni è stato vittima di omofobia e lancia un messaggio ” Basta associare l’omosessualità alla pedofilia. E  poi a chi etichetta gli omosessuali  come ‘diversi’ vorrei chiedere: ‘diversi da chi e, soprattutto, perché?”.

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/www.tuttouomini.it/proposta-legge-idv-che-equipara-omofobia-a-odio-razziale-e-finalmente/18189/

Scritto il 28 Ottobre 2010

Finalmente una buona notizia dal nostro monto politico. Sì, lo so che sembra una notizia di fantascienza e/o miracolosa, ma, per una volta, qualcuno lavora per noi lì dentro.

Il partito di Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori, ha proposto alla Camera una legge che considera l’omofobia alla stregua dell’odio razziale che prevede attività rieducativa e che applicherebbe sanzioni previste dalla legge Mancino-Reale ai crimini contro la sessualità.

La legge è stata presentata da Di Pietro, dal presidente dei deputati Massimo Donadi, dal responsabile diritti civili Franco Grillini, dal vicepresidente della commissione Giustizia Federico Palomba e da Alessandro Cresci, consigliere della provincia di Firenze.

Avrà futuro o sarà abortita come la legge Concia-Carfagna?

  • La nuova campagna

    In collaborazione con LiberaUscita e Dipartimento Diritti Civili IdV Toscana:
    Associazioni e forze politiche che volessero sostenere la nostra campagna possono contattarci via email. Le adesioni saranno pubblicate sul sito.
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    Le foto utilizzate per la header sono di Carlo Traina, che ringraziamo.
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