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Le risposte di Francesco Nocchi, coordinatore PD Pisa

Posted on | January 27, 2012 | No Comments

Anche Francesco Nocchi, coordinatore provinciale PD Pisa, ha risposto alle nostre domande. Queste le sue dichiarazioni.

(registro unioni civili e biotestamento):  Io credo che su temi così delicati dal punto di vista etico un Paese come il nostro dovrebbe avere una legislazione valida su tutto il territorio nazionale e condivisa dalla maggioranza delle forze politiche e sociali. Purtroppo, per tanti motivi, in Italia non è mai stato possibile arrivare ad una regolamentazione seria, di spessore europeo, sui temi eticamente sensibili. Questi temi sono sempre oggetto di forzature e strumentalizzazioni, lo testimonia il caso di Eluana Englaro. Con tali premesse credo sia giusto, ove possibile, che i Comuni, e gli Enti Locali in genere, svolgano una funzione, per così dire, di avanguardia civile. Non possono legiferare, ma possono dare lo stesso segnali molto importanti, piantare dei paletti. Per quanto riguarda la provincia di Pisa, pensiamo di essere all’avanguardia: Pisa ha istituito il Registro delle Unioni civili nel 1996, seconda città d’Italia dopo Empoli (http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile).
E lo stesso vale per le dichiarazioni di fine vita, dal 2009 infatti a Pisa è possibile consegnare in Comune il proprio Testamento biologico (http://www.comune.pisa.it/urp/testamentobiologicopdf.pdf). Identiche procedure sono attive in molti altri Comuni della provincia, grazie alla sensibilità e all’impegno dei nostri amministratori e delle maggioranze di centrosinistra che li sostengono. È una cosa di cui come Pd siamo molto orgogliosi. Ora il tema vero è capire come riuscire a dar vita concreta a questi strumenti, al di là dell’aspetto simbolico e politicamente rilevante di averli istituiti.

(estensione della Legge Mancino): La bocciatura della proposta di legge sull’omofobia è stata un atto vergognoso, di cui il centrodestra porta tutte le responsabilità sulle spalle. Il risultato è che ancora oggi restiamo l’unico Paese d’Europa a non punire questo reato in maniera specifica, e deve essere chiaro che la colpa è loro. Scelsero, in Commissione Giustizia alla Camera, di respingere il provvedimento per “approfondire la questione”. Peccato che il Pd l’avesse presentata nel 2009, 959 giorni prima. Anche l’allora ministro Carfagna si oppose. Naturalmente l’approfondimento è diventato accantonamento. Adesso le condizioni politiche sono cambiate, c’è un Governo diverso, e credo sia giusto riprovarci. Anche se i numeri in Parlamento sono sempre gli stessi, con Pd e Idv in minoranza schiacciante.
Quanto alla provincia di Pisa, un anno fa avevamo organizzato a Pisa la presentazione della proposta di legge, con Paola Concia, a conferma della nostra totale condivisione (http://www.pdpisa.it/sito/index.php?id=2244). La voterei senza pensarci un attimo, perché si tratta di una battaglia di civiltà, di uguaglianza e di tutela dei diritti delle persone. Per dire no non solo alle aggressioni, ai casi di violenza che pure, purtroppo, non mancano. Ma anche allo sberleffo, alla retorica volgare che abbonda al bar ma anche nelle dichiarazioni di troppi rappresentanti istituzionali. E ogni riferimento ai leghisti è puramente voluto.

(l’Italia sono anch’io): Anche questa è una battaglia di civiltà cui abbiamo aderito con convinzione ed impegno (qui un articolo dal Tirreno dello scorso ottobre http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2011/10/22/news/raccolta-di-firme-per-garantire-cittadinanza-e-diritto-di-voto-agli-immigrati-1.2757754 ). Abbiamo raccolto centinaia di firme e speriamo che si possa raggiungere l’obiettivo.
Purtroppo anche di recente, qua in provincia di Pisa, abbiamo avuto la dimostrazione di quanto il razzismo sia un nemico ancora non sconfitto
(http://pisanotizie.it/news/news_20111227_attacco_forza_nuova_presente_antirazzista_don_armando_zappolini.html).
Sono posizioni per fortuna minoritarie e le parti più sane della società hanno rapidamente condannato e preso le distanze, ma non devono in alcun modo essere sottovalutate. La campagna “L’Italia sono anch’io” va nella direzione giusta. Ci sono milioni di cittadini che vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia. In sostanza fanno il loro dovere, ma in cambio non si vedono riconosciuto alcun diritto. Quel che è peggio è che gli anni passano, e quello che già era un torto grave nei confronti di tanti immigrati, si sta rapidamente estendendo alle seconde e terze generazioni. Tutti senza diritti. Questa cosa deve cambiare. Come Pd facciamo nostre le parole, alte e nobili, espresse negli ultimi tempi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da Papa Benedetto XVI. Anche qui il cambio di Governo può aiutare. Al presidente Monti diciamo che l’impegno del suo Esecutivo sul fronte del risanamento dei conti e della crescita economica, che pure è fondamentale, non deve avvenire a discapito del dibattito sui diritti civili e che su questi temi non accetteremo i ricatti del centrodestra.

(firma sul nostro manifesto): Come Pd provinciale (http://www.laicitaediritti.org/chi-ha-paura-dei-diritti-il-manifesto/) abbiamo già aderito e confermiamo pienamente questa scelta.


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