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La lettera di Daniela Lastri per “Chi ha paura dei diritti? Firenze”

Posted on | October 17, 2011 | No Comments

Carissime e carissimi, non posso essere presente al vostro convegno “Chi ha paura dei diritti?”perché oggi sono al forum nazionale del PD sulla scuola.
Trattate in questa giornata di lavoro argomenti che mi stanno molto a cuore. Tra questi, il sostegno scolastico ai bambini disabili è un tema per me decisivo, che bisogna avere il coraggio di imporre nel dibattito pubblico in un momento in cui le politiche governative stanno colpevolmente facendopassi indietro. Ed è molto importante che la vostra associazione Laicità e Diritti senta la necessità di partecipare attivamente a questo dibattito.
Le nuove difficoltà che vivono gli alunni disabili nelle scuole sono il segno più evidente dell’insensibilità a risolvere i problemi concreti di tanti giovani e di tante famiglie.
Dopo anni in cui il numero degli inserimenti è aumentato con l’incremento di insegnanti disostegno professionalmente preparati – segno di un progresso civile di tutta la scuola – oggi purtroppo assistiamo ad un grave arretramento, per la carenza di docenti e la diminuzione delle orea disposizione. Questo si sta traducendo in una lesione di diritti fondamentali: il diritto allo studioe i diritto di vedersi garantito un adeguato sostegno educativo. Si tratta di un arretramento che ciriporta indietro di decenni. Questo si vede anche per il sovraffollamento delle classi, che produceeffetti negativi su tutta la qualità della scuola, e che produce per gli alunni disabili i disagi più gravi, in termini di maggiori difficoltà nell’accoglienza e nell’inserimento.
E’ una vergogna che non si permetta alla scuola pubblica di essere realmente aperta a tutti.Purtroppo da oltre due anni – come denunciato da una recentissima interrogazione parlamentare– il MIUR ha posto l’embargo su tutti i dati che riguardano i giovani con disabilità presenti nellescuole italiane, nonostante che il monitoraggio sulla qualità dell’inclusione scolastica sia un obbligoprevisto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata dall’Italia nel 2009. Temo che sivoglia far cadere un velo di silenzio su questo tema.
La Regione Toscana ha presente questa situazione, così come conosce bene la sofferenza in cuiversa tutta la scuola dopo i tagli imposti da questo Governo. In alcuni casi – com’è avvenuto perla scuola dell’infanzia – la Regione, nonostante gravi difficoltà finanziarie, ha svolto un ruolosostitutivo del Governo nazionale.
Per quanto riguarda la disabilità in generale, c’è la proposta di inserire nella finanziaria e nelbilancio per il 2012 della Regione Toscana risorse aggiuntive che possano attutire l’impattonegativo di quelle scellerate politiche nazionali. Per le scuole, ritengo che si possa insistere sul temadel trasporto degli alunni disabili e prevedere un atto normativo che chiarisca le competenze tra entilocali (comuni e province) e che, comunque, li sostenga economicamente in modo più adeguato. Con i piani integrati di area (PIA) si dovrà continuare, poi, a lavorare per progetti educativi diinclusione.
Terremo alta l’attenzione politica su questi temi. Trovare soluzioni concrete a questioni di talerilevanza è un segno di civiltà a cui non vogliamo rinunciare.
Daniela Lastri
(Consigliere Regione Toscana)

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