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Non fermiamoci ora! – di Marco Pacciotti

La Consulta che dà ragione alla Regione Toscana, in un paese normale è un fatto che non dovrebbe mai accadere! L’ex Presidente della regione Toscana Martini con la sua Giunta e l’attuale Rossi, altro non avevano fatto che predisporre norme affinchè i cittadini migranti potessero usufruire di alcuni servizi essenziali alla sopravvivenza, cure mediche ad esempio, e accedere ad alcuni diritti sociali come casa, asili etc etc. Norme in attuazione della nostra Costituzione che definisce il diritto alla salute, come individuale, quindi inalienabile e della attuale legge Bossi-Fini, che prevede per i “regolari” (termine odioso, ma per farsi capire) il diritto di accedere a graduatorie per l’edilizia popolare o gli asili. Nulla di speciale quindi, anzi la giusta attuazione di principi costituzionali e attuativi di leggi dello Stato. Di abnorme c’è il ricorso semmai, di questo Governo, che disconosceva di fatto Costituzione e una legge, la Bossi-Fini (pessima) scritta da suoi autorevoli esponenti. Arrivando addirittura a quello che è di fatto un paradosso, ovvero ricorrere contro chi le attua! Segno di una deriva ideologica, dettata dall’egemonia che la Lega ormai esercita in modo netto sui temi legati all’immigrazione, senza argini reali, se non nelle dichiarazioni, mai seguite dai fatti, di Fini e di una sparuta minoranza del PDL.


Se da una parte quindi è giusto rivendicare con orgoglio il coraggio e la lungimiranza della amministrazione di centrosinistra Toscana, c’è nuovamente da sottolineare con preoccupazione, la deriva populista dell’attuale Governo, che mostra i muscoli verso i più deboli, alimentando paure e guerre fra poveri, ottenendo però l’obiettivo sperato. ovvero di non dar mai conto agli italiani dei suoi fallimenti economici, dei tagli indiscriminati ai servizi sociali, alla demolizione sistematica della scuola pubblica. In una parola all’annientamento del nostro welfare pubblico, motore di sviluppo e integrazione e agente di coesione sociale. Additando lo straniero come causa del venir meno di servizi, è un vecchio escamotage, vigliacco e pericoloso. Tipico dei paesi in affanno, che incapaci nel dare soluzioni, cercano il “nemico” interno sul quale sfogare la rabbia dei ceti sociali più esposti alla crisi.  Scelta scellerata e pericolosa, che rischia di scatenare competizione sociale verso il basso, di mettere famiglie una contro l’altra, magari per un posto all’asilo. Per chi ragiona cosi, la scelta fatta dalla Toscana è pericolosa, anzi “eversiva”. Perchè svela il trucco, dimostra che volendo e con attenzione, si può includere aumentando e migliorando il welfare, facendo leva su un welfare locale effciente e solidale, in pareggio con i conti per quanto riguarda la spesa sanitaria. Una eccezione possibile, di riformismo funzionale. Un’altro modello possibile insomma. Un esempio di buon governo, che include e non esclude, che prova a riconoscere le persone in quanto tali, non per categorie astratte, e quindi come portatrici di diritti, sogni, opportunità ma anche risorsa indispensabile al sistema Italia e al suo opulento modello di vita. Lo sà bene la Lega, che ringhia sui giornali e promuove campagne vergognose dal spore xenofobo, ma poi, in base a un recente studio fatto dal CNEL (nn ne sono certo), garantisce nelle amministrazioni standard di servizi e integrazione agli immigrati fra i più elevati, poichè senza di essi si bloccherebbe l’economia del Nord, e centinai di migliaia di famiglie rimarrebbero schiacciate sotto il peso del lavoro di cura e assistenza domestica. Un modello di welfare famigliare che continua ad esistere e che in assenza di una rete di servizi pubblica e capillare, necessita del lavoro silenzioso e invisibile di un esercito di assistenti famigliari che accudiscono i nostri anziani, bimbi o i tanti malati cronici. Ruolo spesso ingrato, dal quale le donne italiane si sono affrancate progressivamente, conquistando spazi di emancipazione e autonomia. molti anziani, malati cronici o bimbi non potrebbero essere accuditi.
Insomma ferocia e ipocrisia, i due volti di una Lega, che ora anche in Toscana tenta di aizzare la popolazione, per fortuna la risposta dell’istituzione è stata ferma e chiara. Cosi come è bello vedere, il coraggio e l’intelligenza con le quali ora il Pres. Rossi rilancia sull’immigrazione, consapevole che le paure e l’allarmismo si combattono con il riformismo e la democrazia, non inseguendoli stupidamente come fatto mesi fà dal PD Marche ad esempio.
Bene quindi che Rossi abbia riproposto due priorità, che coincidono con quelle che da tempo il Forum Immigrazione del PD pone e che Bersani ha recepito. Battersi ora, con forza per una buona legge sulla cittadinanza, che sani questa ingiustizia che rende stranieri in patria i 18enni nati o cresciuti in Italia, e promuovere il diritto di voto alle amministrative per quei cittadini che risiedono e contribuiscono all’arricchimento economico e culturale delle comunità che hanno scelto come luogo dove vivere, lavorare e far crescere i propri figli.
Non è chiedere l’impossibile. In molti paesi europei già accade, anche la Grecia, solitamente fanalino di coda per molte cose e sicuramente in crisi economica più dell’Italia, ha recentemente modificanto la propria legge sulla cittadinanza, rendendendola più accessibile e improntandola al principio dello IUS SOLI. Quanto al diritto di voto alle amministrative, esso è ormai una prassi largamente diffusa all’interno dell’Unione Europea e ha contribuito a includere socialmente e politicamente milioni di cittadini migranti, che rischiavano altrimenti di rimanere ai margini della società, contribuendo a far emergere un patrimonio sommerso di cultura, economia e intelligenze , che sempre più per l’Italia e l’Europa rappresenteranno la vera e principale risorsa per poter rimanere sugli attuali livelli di influenza politica, economica e culturale sulla scena internazionale. Permettendoci cosi di scongiurare il pericolo, ancora esistente, di un lento declino, altrimenti inevitabile. davanti a potenze emergenti, che hanno nella crescita demografica, il più potente fattore di sviluppo in tutti i campi. Un elemento ben colto da Obama prima con la recente regolarizzazione di 12 milioni di immigrati e da Bloomberg (sindaco centrista di NY) che auspica 100 milioni di nuovi immigrati per rendere gli USA più forti, giovani e quindi competitivi sulla scena mondiale nei prossimi decenni. Valutazioni e scelte serie, che devono diventare patrimonio comune di analisi per trovare risposte condivise, che portino a leggi inclusive, a una valorizzazione in termini sociali e politici dei migranti in Italia. Tornare a investire in formazione e ricerca, mettere come priorità la creazione di opprtunità dando ai nostri talenti le giuste occasioni e, mi permetto di aggiungere, come era previsto nella Ferrero-Amato, promuovere inizativei che invoglino e attraggano qui talenti e intelligenze dall’estero, che tanto potrebbero contribuire al nostro paese, il quale ha sempre fatto della creatività e innovazione il segreto per la propria affermazione e crescita.Attraverso la cooperazione fra università e istituzioni culturali . Basta quindi con l’approccio ideologico e ipocrita della Lega e di questo Governo, avanti con consapevolezza sulle politche e le leggi necessarie a garantire dignità e opportunità per chi già ora, rappresenta una parte importante della nostra società e del nostro comune futuro.
Credo sia il momento storico per superare le paure, ce lo impone non solo il buon senso ma la direzione di sviluppo della globalizzazione. Non fermiamoci ora!

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Marco Pacciotti

Responsabile Forum Immigrazione Nazionale PD

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