La sanatoria truffa – di Sergio Gaudio
Circa un mese fa, si e’ svolto il sit-in contro la “sanatoria truffa” di fronte, o quasi, al Ministero degli Interni. La piazza era quella dell’Esquilino, nel quartiere omonimo, simbolo della multiculturalità di Roma. Ironia della sorte, il Ministero sorge in quello che, secondo i criteri di questo governo, dovrebbe essere uno dei luoghi piu’ insicuri della città, perché la presenza degli stranieri è forte, ma che, ovviamente, dati alla mano, non è.L’argomento della “sanatoria” o meglio della riemersione, è piuttosto delicato e coinvolge le migliaia di persone che sono in uno status precario all’interno del nostro paese. Tanto per dare una idea dei numeri di cui parliamo, sono circa 300000 le domande pervenute. E’ un numero molto alto, soprattutto se consideriamo che, da stime fatte, gli irregolari, in Italia, dovrebbero essere poco meno di 700 mila.
La riemersione avrebbe dovuto coinvolgere soltanto colf e badanti, secondo il Ministero, in una società come la nostra, che si avvia verso la non autosufficienza. E qui sta il problema: perché ad essere sanata e’ soltanto una classe di lavoratori? Cosa hanno di meno coloro che stanno in fabbrica o coloro che lavorano i campi, spesso in nero, per esempio ? Non è dato sapere. E’ chiaro che un’asimmetria, rispetto a tutta la classe dei lavoratori immigrati, non può essere altro che problematica e, dunque, da parte del legislatore, poco lungimirante.
E’ ovvio che una simile stortura provochi un sottobosco fertile per il mercato nero. A tanti, difatti, e’ stato promesso di rientrare nella legalità; tanti, magari disperati, hanno visto in questo una possibilità per uscire dalla clandestinità, tanti dunque, si sono rivolti ad improbabili datori di lavoro che hanno approfittato della situazione di emergenza per truffare migliaia di persone: una truffa che ha portato nelle casse dello Stato circa 150 milioni di euro, ma che ha fatto arricchire gli sciacalli. Se per molti immigrati, anche 500 euro, sono una cifra enorme, tale è la cifra richiesta per legge, altrettanti, però, hanno sborsato anche 5-6 mila euro a persone che si dicevano in grado di poter trovare datori di lavoro, i cui nomi poi si scoprono solo fittizi, persone in carcere, com’e’ successo a Padova, se non addirittura presi dagli elenchi dei morti.
Dunque, si e’ concretizzata l’ulteriore beffa. Per legge, e’ il datore di lavoro a farsi carico della riemersione, per cui e’ lui che deve garantire di fronte alle autorità per il suo lavoratore. Come si può comprendere, nel caso delle migliaia di persone truffate, il datore di lavoro non esiste e, dunque, quando convocato, nessuno si e’ presentato. Non è del resto facile denunciare chi non si presenta, da parte di un immigrato, poiché vivendo in una zona grigia, sanno di poter incorrere in una denuncia per clandestinità.
A complicare il tutto, nel marzo 2010, il Capo della Polizia, Prefetto Manganelli, emana una circolare interpretativa per la quale la riemersione è concessa soltanto a coloro i quali hanno ricevuto non più di un’ingiunzione di espulsione. Quindi, dopo i decreti interpretativi ecco le circolari interpretative. Ci dicono dal Dipartimento immigrazione del Ministero dell’Interno che “l’interpretazione” dal punto di vista giuridico appare corretta. Ne vogliamo però comprendere l’illogicità? La circolare dice che la posizione dell’immigrato irregolare cambia non dal fatto che uno abbia ricevuto l’espulsione ma da quante ne ha ricevuto ed è ovvio che lo status di espulso non può dipendere dal numero di provvedimenti. Favoriti, quindi, sono i nuovi arrivati, mentre coloro che, magari, hanno famiglia qui, lavorano, cercano di integrarsi, sono in Italia da molto tempo, risultano penalizzati.
Ecco allora i motivi per cui in questi giorni si alza la protesta. Una legge farraginosa, incomprensibile, con mille balzelli che spesso rendono il lavoro di chi sta allo Sportello Unico impossibile. Ah, la ciliegina: i ragazzi dietro i vetri dello Sportello sono dei precari, lavoreranno fino a dicembre, dopodichè saranno mandati a casa.
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Sergio Gaudio
Coordinatore Forum Immigrazione
PD Roma


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