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Una data storica

dal blog di Ivan Scalfarotto del 30 Gennaio 2010

La Corte Costituzionale, relatore Alessandro Criscuolo, deciderà il 23 marzo sull’incostituzionalità delle norme che impediscono a due uomini o due donne di fare le pubblicazioni matrimoniali.

Alla base, ci sono quattro ordinanze di Tribunali o Corti d’Appello (Venezia, Trento, Firenze e Ferrara) che hanno già dichiarato la “non manifesta infondatezza” delle questioni presentate dalle coppie – coordinate dall’associazione radicale “Certi diritti” e assistite da “Rete Lenford – Avvocatura dei diritti” – che si erano viste opporre il rifiuto dalle anagrafi comunali. L’udienza del 23 marzo segnerà un momento importantissimo, storico, per l’affermazione del principio di uguaglianza nel nostro paese e dovrebbe assere attesa con trepidazione da tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, la libertà, la repubblica nel loro significato sostanziale. Credo che per questo dovremmo organizzare molte iniziative in tutta Italia, nell’attesa.

Non condivido le preoccupazioni di chi teme un arretramento nel cammino o del peggioramento della situazione (peraltro difficilmente peggiorabile) nel caso di una decisione negativa della Consulta: in tutti i casi, il dibattito che si terrà tra i quindici giudici dell’Alta Corte servirà a riflettere sul significato oggi della parola “famiglia”, sull’evoluzione dei nostri principi costituzionali, sul senso del nostro dirci europei. La motivazione della decisione servirà in tutti i casi a riaccendere le luci sul destino di centinaia di migliaia di italiani le cui vite sono sospese in un vuoto non più tollerabile. Io aspetto, fiducioso.

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