Il nostro contributo al Lingotto (Torino, 27/6/2009) con le nostre richieste
I crimini contro i cosiddetti “diversi” sono in aumento in ogni stato Europeo. Uomini e donne, di ogni eta’, cittadini, perseguitati, dileggiati per una non conformità a quello che la massa ritiene essere lo status prevalente, per il colore della loro pelle, per la loro provenienza, per la loro religione, per il genere cui appartengono e per il loro orientamento sessuale. E coloro che ne soffrono maggiormente, spesso fino a rimanerne segnati, sono i più giovani, coloro che avrebbero bisogno di una forte tutela da parte dello Stato.
Talvolta queste discriminazioni hanno radici nella fede religiosa di alcuni, altre volte il pregiudizio nasce semplicemente dalla non conoscenza della realtà delle cose, o dalla paura del diverso. E’ necessario fare chiarezza, una chiarezza che si espliciti in norme chiare e severe, che tutelino da aggressioni fisiche e verbali, dalla discriminazione sul posto di lavoro, a scuola, in qualsiasi luogo si sviluppi l’umana convivenza.
Per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di uno stato veramente laico, uno stato che tuteli tutti i suoi cittadini, senza distinzione alcuna, dando a ciascuno di essi pari dignità. In questo si concretizza la Laicità dello Stato, nel suo essere equidistante da ogni credo religioso e nel consentire ad ogni cittadino di accedere agli stessi diritti ed osservare gli stessi doveri.
Questi principi si deducono anche dalla lettura della nostra Costituzione, più precisamente dalla lettura combinata degli articoli 2-3 – che sanciscono il riconoscimento dell’uguaglianza formale e sostanziale di tutti gli uomini –e degli artt. 7-8-19 e 20 che disciplinano i rapporti tra Stato e religioni – specialmente quelli tra stato e Chiesa Cattolica.
La controversia che ha dato luogo, nel nostro paese, ad un dibattito vivace e intenso soprattutto negli anni ’80, sulla natura laica (o meno) dello Stato italiano è stata inequivocabilmente risolta dapprima nel 1985 con il protocollo addizionale alla legge n 121 che dichiara: “Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano” e, in maniera definitiva e inequivocabile con la sentenza n 203/1989 della Corte Costituzionale che sancisce: “Il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei profili della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica”
In seguito, la Risoluzione del Parlamento Europeo del 18 Gennaio 2006 e la Carta dei diritti fondamentali hanno stabilito, a questo proposito, i cardini di una politica per i diritti civili vietando tutte le forme di discriminazione e violenza compresa quella nei confronti dell’orientamento sessuale.
Molte nazioni europee si sono dotate di normative tese a proteggere i propri cittadini e si sono mosse in favore del riconoscimento dei diritti civili di ciascuno di essi, in alcune nazioni come la Francia e la Spagna questa lotta comincia addirittura nelle scuole, poichè i casi di bullismo omofobo sono in tutta Europa in aumento.
Di conseguenza riteniamo che il Partito Democratico, per sua stessa ammissione partito a vocazione europeista, non possa fare a meno di dotarsi al proprio interno di regole democratiche e farsi portatore di quei valori laici che comprendono la lotta contro qualsiasi forma di discriminazione e la piena attenzione alle necessità dei cittadini, necessità che si modificano nel corso dei tempi e con l’evoluzione della scienza.
Laicità significa anche uguaglianza dei cittadini di fronte allo Stato. E questo non ha niente a che vedere con la sfera morale o religiosa, ma con il principio di democrazia e con la garanzia della pari dignità di ognuno.
Secondo i principi dettati dalla nostra Costituzione, i cittadini italiani devono avere la possibilità di realizzare pienamente le proprie aspettative e la costituzione di una famiglia rientra sicuramente tra queste. Avere una famiglia è considerato infatti elemento fondante della natura umana. Proprio per garantire questo diritto è fondamentale che le coppie omosessuali abbiano la possibilità di vedere riconosciuta la propria unione e che possano accedere agli istituti giuridici previsti dal nostro ordinamento. Cosi come dovrebbe avvenire per le coppie di fatto.
La Corte Suprema del Massachussets ha espresso in modo esemplare questo concetto, una sentenza storica e piena di attenzione ai diritti degli individui.
Il 18 Novembre 2003, ha infatti stabilito che “vietare a qualunque individuo le protezioni, i vantaggi, anche economici e gli obblighi derivanti dal matrimonio civile solo perchè quella persona sposa un individuo dello stesso sesso è INCOSTITUZIONALE“.
La Costituzione del Massachussets “VIETA la creazione di cittadini di seconda classe“. La Corte dichiarò inoltre” di non essere in grado di trovare alcun motivo costituzionale per negare il matrimonio civile a coppie dello stesso sesso” e rigettò l’affermazione che il proposito principale di una famiglia sia la procreazione.
A ben vedere, la Suprema Corte del Massachussets ha solo espresso principi di buon senso ed il giudizio di questa Corte potrebbe essere trasposto nello Stato Italiano senza alcuna fatica, se solo si ritenesse necessario andare oltre, oltre il pregiudizio, oltre le divisioni, focalizzando l’attenzione soltanto sui diritti dei cittadini, sul loro diritto a costituire una FAMIGLIA. Il Partito Democratico non può esimersi dal farsi portatore di questi principi.
I principi della laicità e dei diritti civili sono una richiesta che ci viene dall’Europa e dalla nostra Costituzione.
Richiesta che questo partito, laico per Statuto (art 1 comma 6) non può non rispettare.
L’ Art 1 comma 6 prevede infatti: “Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita democratica, e riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità, l’orientamento sessuale, l’origine etnica”.
Chiediamo pertanto che la pari dignità prevista dallo Statuto del Partito Democratico si traduca in fatti concreti.
Un appoggio reale alla proposta di modifica della Legge Mancini elaborata dall’On. Concia per cominciare, proposta attualmente in discussione in Commissione Giustizia, perchè finalmente anche in Italia ci sia un vera legge contro l’Omofobia. Chiediamo inoltre che il Partito Democratico si impegni a tutelare, tramite proposte legislative ed tutti gli strumenti a sua disposizione, ogni cittadino, senza discriminazione alcuna;
che si batta contro:
-la discriminazione da parte dei datori di lavoro (privati e pubblici), anche in termini di compensazione economica e condizioni di impiego.
-la discriminazione o la restrizione nei luoghi pubblici (ciò include hotel motel ristoranti ospedali etc etc).
-la discriminazione nelle condizioni all’atto di vendita, affitto, in entrambe le direzioni. Questo include proprietari, agenzie immobiliari o comunque terzi. Si dovrebbe proibire di chiedere in ogni caso l’orientamento sessuale della coppia o da parte dell’agenzia la registrazione dello stato e dell’orientamento sessuale.
la discriminazione da parte di qualunque agenzia di credito o di istituti finanziari, come le banche, nel rifiutare il credito o prestito in base all’orientamento sessuale.
- la discriminazione da parte di qualunque agenzia fornitrice di servizi che rifiuti tali servizi in base all’orientamento sessuale del cliente
Suggeriamo inoltre l’istituizione di numeri verdi e agenzie che forniscano informazioni e aiuto anche legale nel caso in cui chiunque pensi di essere soggetto di discriminazione;
Chiediamo che al momento del Congresso di ottobre si faccia la dovuta chiarezza sulle posizioni del partito a proposito di Laicità e Diritti Civili.
Vorremmo:
- che il Partito chiarisse la sua posizione riguardo i temi della bioetica;
- che il Partito si facesse promotore e favorisse i Matrimoni e le Unioni Civili di tutti i cittadini dello Stato Italiano, senza discriminazione alcuna;
- che il Partito si facesse promotore e favorisse la piena realizzazione di ogni coppia, anche attraverso la possibilità di adottare un figlio e che nessun cittadino italiano fosse escluso a priori da questo diritto.
Chiediamo ai Piombini o a chi sarà loro portavoce al Congresso di impegnarsi affinchè a maggioranza venga delineata la linea del Partito a proposito di questioni cosi importanti. Qualora la dirigenza abbia problemi ad esprimersi un modo unitario, chiediamo che si ricorra ad una consultazione degli iscritti (utilizzando l’istituto referendario previsto dallo statuto del PD) per delinare le posizione a cui tutti dovranno attenersi.
Non è più il momento di lasciare che ognuno sia libero di esprimere il proprio personale giudizio e che tale giudizio sia assimilato alla linea del Partito.
Chiediamo anche che il Partito Democratico, in fase Congressuale, appoggi in toto la proposta di modifica della Legge Mancino, cosi come eleborata dall’On Paola Concia e che si batta a suo fianco per far si che questa sia approvata.
Chiediamo che il Partito Democratico sia fiero alleato di chi soffre, di chi è discriminato, di chi è vittima di qualsiasi forma di pregiudizio. Cosi come ogni partito laico, riformatore e progressista dovrebbe fare.


…x il PD ed isuoi simpatizzanti: penso ke se volevate realmente far una cosa Utile x il popolo LGBTQ avreste dovuto partecipare e in massa, non come singoli, ma come partito e sostenitori alla manifestazione del 27 a genova, nn fare quel giorno il vostro incontro. le belle parole nn ci servono. vogliamo FATTI CONCRETI DA VOI. grazie
Il mio circolo, PD OBama, ha partecipato a RomaPride, aderendo anche ufficialmente alla piattaforma.
Non abbiamo deciso noi le date.. ma cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo in modo che queste tematiche siano affrontate, che si arrivi ad una linea unitaria, in modo che il PD possa diventare il partito laico e riformista che in molti vogliamo.
Ciao Francesca, non conosco le dinamiche che hanno portato alla decisione della data del 27.
Ti do ragione riguardo alla partecipazione del Pd al gay pride. Purtroppo a Roma, solo una sparuta rappresentanza del partito ha fatto capolino (NOI) e nessuno della dirigenza (era presenti Paola Concia), nessuno della segreteria del partito.
E’ un atteggiamento che non fa onore al Partito ed e’ quello che stiamo cercando di cambiare, ma la strada e’ lunga, e non credo sia solo un problema della societa’ civile, mi sembra piu’ che non ci sia il coraggio. Non e’ dandoci addosso l’un l’altro che cambiamo le cose, spero tu sia d’accordo