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A RUOTE LIBERE: Piombino (LI), sabato 25 settembre, ore 16
L’iniziativa si terrà il 25 settembre di nuovo a Piombino (LI), presso l’Auditorium del Centro Giovani, alle ore 16. Presenteremo il libro scritto dalla dott.ssa Elena Grassi “Oltre ogni ragionevole scommessa” (l’introduzione è a firma del senatore Ignazio Marino).
limitazioni fisiche impostegli dall’handicap, raggiungendo grandi soddisfazioni sia sul piano personale che professionale. La dott.ssa Grassi, con delicatezza ed ironia, ci narra episodi di una vita vissuta all’insegna della determinazione e del non arrendersi, in nessun caso. E’ una libro che affascina e che ti lascia qualcosa dentro che difficilmente se ne andrà. Perchè si racconta la vita di Stefano, ma in ogni paragrafo è come se ci fosse una parte di noi. E’ un libro che ti guarda dentro, che spinge a riflettere ed a cercare di capire se veramente, in ogni momento della nostra vita, abbiamo davvero avuto, come il protagonista, la grinta ed il coraggio di metterci in gioco fino in fondo. Oltre ogni ragionevole scommessa.
Piombino (LI): “Regione straniera” di Giuseppe Civati
Disruption – di Alessandro Punturo
Nel complesso mondo della comunicazione, fatto a volte di ciarlatani, guru, nuovi esperti e vecchi tromboni, dove spesso la gente occupa la miglior qualitá del proprio tempo a vendere se stessa, piuttosto che la qualitá del proprio prodotto, esiste una regola di fondo alla quale tutti devono sottostare, in misura maggiore o minore: innovare sempre!
Ci sono coloro che innovano col freno a mano tirato, per attitudine o tipologia di mercato e coloro i quali si lanciano in strategie drastiche, assumendosi maggiori rischi ed esponenziali opportunitá. Nessuno peró puó mai permettersi il lusso di essere reazionario nel marketing (conservatore forse si, reazionario mai).
Questo perchè l’economia delle imprese, a differenza della politica, non puó fermarsi neanche un giorno dall’evolvere se stessa, dal reinterpretarsi, senza rischiare l’uscita dal mercato (si dovrebbe dire lo stesso della politica, ma l’esperienza quotidiana e storica italiana ci dimostra come il tessuto economico/sociale possa sopperire alla totale assenza di innovazione – almeno nel breve periodo).
Da questo punto di vista l’Italia è sempre stato un paese che ha trainato la propria politica piuttosto che viceversa. L’esempio piú lampante ed opposto ci viene proprio dalla vicina Spagna, dove un capo del Governo ed una maggioranza liberale e socialista, ha dato alla societá civile spagnola, quello strappo necessario a far evolvere la societá nel senso di una modernitá piú equa, riconoscendo il matrimonio alle coppie omosessuali, come primo passo per il riconoscimento di diritti piú ampli.
Non mancano di certo sacche di resistenza importanti nel tessuto spagnolo (non meno di quelle che esistono in Italia), ma, grazie anche ad un naturale ricambio generazionale, gran parte della societá spagnola, riconosce oggi come naturali e legittime gran parte delle rivendicazioni della comunitá LGBT e questo strappo politico ha aiutato tutti, a percorrere l’ultimo chilometro per il quale la gente, per pigrizia o conservatorismo, non avrebbe probabilmente combattuto. Probabilmente anche in Spagna come in Italia, la gente “de la calle” pensa che ci siano altre prioritá nell’agenda politica del paese, ma la politica stessa ha mandato un segnale forte in senso evolutivo, senza aspettare che si levasse una sollevazione popolare per chiedere l’adozione di quei diritti.
In maniera infinitamente minore e con finalitá che, non cesseró mai di ricordarlo, restano comunque sempre eminentemente commerciali e di marketing, la Fiat (per la quale ho il piacere di lavorare) partecipando ai 4 giorni dell’Orgoglio di Madrid, ha compiuto uno di quei piccoli strappi che avvicinano le persone tra loro ed aiutano a normalizzare la societá.
Utilizzando 5 personalizzazioni di un auto “irriverente” come la 500, ha giocato, scherzato, ha cercato di avvicinare eterosessuali e non, sotto la bandiera del divertimento, dell’ironia, nella consapevolezza che la conoscenza è il miglior antidoto all’intolleranza e ai luoghi comuni.
Magari qualcun altro ci aveva giá pensato o magari qualcuno lo aveva giá fatto a mezza voce, imbarazzato o in maniera strumentale, ma il fatto di essere presenti “senza veli” o paure ha probabilmente contribuito a quello che per noi è stato un successo.
La gente, la gran parte delle persone che si sono avvicinate alle auto o che hanno visto le immagini in televisione o su
internet, è rimasta entusiasta; i commenti che abbiamo ricevuto (sia dall’Italia che dalla Spagna) dimostrano come la societá civile sia aperta, curiosa ed ha solo bisogno di una piccola spinta o di un fascio di luce, per guardare al di lá di pregiudizi ancestrali ed evolvere in direzione di un futuro piú giusto, piú intelligente, piú maturo.
Certo abbiamo ricevuto qualche commento negativo (imbarazzante per la incoerenza delle argomentazioni) da parte di pochissime persone, ma la speranza e la soddisfazione piú grande sta nel vedere che nessuna di queste aveva un’etá inferiore ai 40 anni.
Promuovere ed alimentare la conoscenza e l’approfondimento di ció che non conosciamo appieno ed applicare la politica degli strappi, anche nel nostro piccolo, è forse l’unico modo per interpretare questa difficile fase della vita politica del paese e per aiutarci a guardare al di lá del nostro naso, verso coloro che ci chiedono soltanto di normalizzare noi stessi e di fare un bell’update dei nostri valori.
Io ho avuto il privilegio di farlo attraverso il mio lavoro; ognuno di noi credo che possa farlo soltando sollevando la testa e gettando uno sguardo al di lá delle proprie pigrizie mentali. La politica, come sempre, si adeguerà.
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Alessandro Punturo
Non fermiamoci ora! – di Marco Pacciotti
La Consulta che dà ragione alla Regione Toscana, in un paese normale è un fatto che non dovrebbe mai accadere! L’ex Presidente della regione Toscana Martini con la sua Giunta e l’attuale Rossi, altro non avevano fatto che predisporre norme affinchè i cittadini migranti potessero usufruire di alcuni servizi essenziali alla sopravvivenza, cure mediche ad esempio, e accedere ad alcuni diritti sociali come casa, asili etc etc. Norme in attuazione della nostra Costituzione che definisce il diritto alla salute, come individuale, quindi inalienabile e della attuale legge Bossi-Fini, che prevede per i “regolari” (termine odioso, ma per farsi capire) il diritto di accedere a graduatorie per l’edilizia popolare o gli asili. Nulla di speciale quindi, anzi la giusta attuazione di principi costituzionali e attuativi di leggi dello Stato. Di abnorme c’è il ricorso semmai, di questo Governo, che disconosceva di fatto Costituzione e una legge, la Bossi-Fini (pessima) scritta da suoi autorevoli esponenti. Arrivando addirittura a quello che è di fatto un paradosso, ovvero ricorrere contro chi le attua! Segno di una deriva ideologica, dettata dall’egemonia che la Lega ormai esercita in modo netto sui temi legati all’immigrazione, senza argini reali, se non nelle dichiarazioni, mai seguite dai fatti, di Fini e di una sparuta minoranza del PDL.
Un milione e quattrocentomila firme – di Pippo Civati
Un milione e quattrocentomila firme – di Pippo Civati, qui il post originale
P.S.: me lo auguravo tre mesi fa e sono felicissimo ora di poter dire che i circoli del Pd, in quasi tutta Italia, hanno partecipato alla raccolta delle firme per i tre referendum. A proposito, qualcuno ha poi ricevuto la proposta di legge di iniziativa popolare che il Pd nazionale stava per presentare qualche settimana fa?
Libera circolazione dei Diritti
“Mi manca la donna!” Viaggio nell’arretratezza italiana – di Sandro Gozi
Mari Kiviniemi è nata sugli sci, come capita a tante finlandesi. Ma era il pattinaggio la sua vera passione. Passione che coltivò, diventando una pattinatrice provetta. Passione che si accompagnava a quella per la società e per la politica. Per questo, Mari decise di laurearsi in scienze politiche e poi di impegnarsi nel Partito di Centro (conservatori). Un impegno non certo alternativo alla famiglia: Mari in effetti non ha mai dovuto scegliere tra sport, famiglia e politica.On Sandro Gozi
La sanatoria truffa – di Sergio Gaudio
Circa un mese fa, si e’ svolto il sit-in contro la “sanatoria truffa” di fronte, o quasi, al Ministero degli Interni. La piazza era quella dell’Esquilino, nel quartiere omonimo, simbolo della multiculturalità di Roma. Ironia della sorte, il Ministero sorge in quello che, secondo i criteri di questo governo, dovrebbe essere uno dei luoghi piu’ insicuri della città, perché la presenza degli stranieri è forte, ma che, ovviamente, dati alla mano, non è.
L’indennità di accompagnamento – di Stefano Ciatti
L’emendamento presentato interviene anche sull’indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ridefinendo i requisiti medico-legali per il riconoscimento di tale provvidenza.
Fino ad oggi la definizione esatta era data all’articolo 1, comma 2, lettera b) che prevedeva la concessione “ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua”.
Più stringente la nuova definizione medico-legale:
“ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa”.
L’intento chiarissimo è quello di restringere notevolmente il novero dei possibili titolari di indennità di accompagnamento solo a casi di gravissima e totale compromissione dell’autonomia nel suo senso più restrittivo.
La relazione all’emendamento è, in tal senso, molto significativa:
“In primo luogo si prevede che il deficit della deambulazione debba essere permanente ed assoluto, tale da rendere siffatta funzione del tutto impossibile senza l’aiuto di un accompagnatore. Ai fini della costituzione dei requisiti medico-legali per il beneficio in parola non rilevano, perciò, deficit della deambulazione compensabili, anche parzialmente, con ausili quali mezzi di appoggio, protesi o ortesi”.
La persona anziana che si sposta lentissimamente con l’aiuto di un tripode ne rimarrebbe esclusa.
E la relazione prosegue con precisazioni sull’impossibilità a compiere in autonomia il complesso degli atti elementari della vita. “La ratio della norma tende a tutelare quelle situazioni nelle quali, annullata la capacità lavorativa dell’individuo, l’infermità è di grado tale da abolire l’autonomia della persona in rapporto alla vita fisiologica (igiene personale, assunzione dei pasti, assunzione della terapia farmacologica, vestizione, ecc.)”.
Una situazione, quindi, gravissima. Perché?
“La rigorosa precisazione medico-legale della situazione di bisogno si rende necessaria per ovviare ad interpretazioni estensive della norma che attrarrebbero nella sfera di tutela anche soggetti in grado di svolgere in accettabile autonomia la quasi totalità degli atti del quotidiano e necessitanti – in linea teorica – anche di un solo intervento al giorno, espletabile da servizi integrati, previsti pressoché ovunque da norme attuative specifiche”.
Si tratta di una nuova definizione di estrema pericolosità, vista anche l’assenza totale di indicatori e di scale di valutazione dell’autonomia personale, pur presenti e consolidati nella letteratura scientifica internazionale.….
Stefano Ciatti




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