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Archive for July, 2010

SAPPIAMO COSA MANGIAMO?

July 31st, 2010 LuisaM No comments
nota del dottor Stefano Ciatti
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Il Des negli alimenti
I trattamenti con ormoni d’origine animale, di sintesi, sperimentali, sicuramente non sono stati interrotti. In America i trattamenti con ormoni sono non solamente ammessi, ma incoraggiati, e continuano ad essere sperimentati: zeranolo, estradiolo, testosterone, progesterone, treribolone acetato sono in continua sperimentazione e inoculati in vitelli, mucche e tori. Riescono a farli crescere più velocemente del 50%.
Per fortuna l’UE continua a tenere le proprie frontiere chiuse all’importazione di carne trattata con ormoni: l’ultimo rifiuto ufficiale data luglio 1999. Allora la ormai celebre (o famigerata?) W.T.O. (World Trade Organization) avrebbe ordinato di “lasciare che il bando venga disatteso”, e gli USA hanno chiesto miliardi in risarcimenti.  Ma in Europa l’importazione di carne americana è ancora vietata.
In Italia le condanne penali della Cassazione si susseguono, poche ma senza soluzione di continuità, mentre l’Istituto Superiore di Sanità trova diversi corticosteroidi illegali nel latte, e 17-betaestradiolo nel siero bovino (usato per i vaccini). D’altronde, il D.lgs. 27/1/1992 n.118 vieta, è ovvio, la somministrazione di ormoni, ma li autorizza a scopo terapeutico e nel periodo successivo al parto, cioè: volendo, sempre. Dell’ormone D.E.S. (Dietilstilbestrolo), che provoca cancro al seno, è difficilissimo accertare la presenza, essendo attivo anche in dosi infime (parliamo di milionesimi di grammi). Secondo il Comitato Scientifico dell’Unione Europea, che doveva pronunciarsi a proposito del doping, anche dosi infinitesimali di queste sostanze danneggiano la salute umana, innescando tumori e alterando le risposte del sistema immunitario. Inoltre, i valori residuali di ormoni ritenuti innocui fino a dieci anni fa, sono oggi, grazie a dati scientifici più raffinati, considerati rischiosi per i consumatori, specialmente per i bambini in età pre-puberale.
Le ricorrenti malattie dei bovini provocate dalle condizioni-limite in cui vivono costringono a terapie antibiotiche senza sosta. All’esame anatomo-patologico si rileva un’incidenza elevata di lesioni muscolari dovute all’uso di sostanze xenobiotiche.
In Italia, e’ matematicamente certo (lo dimostra la sproporzione tra le ricette “ufficiali” e il numero di animali: solo 4 o 5 ogni 100) che i farmaci vengono acquistati sul mercato nero per non doverne segnalare l’uso. Poi, poco prima della macellazione, viene somministrato agli animali un fortissimo diuretico che cancella le tracce delle sostanze illegali. I farmaci innescano una lunga reazione a catena di rischi igienici: nel gennaio ’98 la FDA lancio’ l’allarme per un’enorme quantita’ di farmaci parenterali distribuiti da una societa’ californiana infettati dal bacillo mortale Cereus bacteria: Soluzioni saline ipertoniche, Lactated Ringer’s Solution, Calcium Gluconate 23% Solution, Dextrose Solution 50%, soluzioni elettrolitiche… Hanno luogo anche trattamenti con farmaci sperimentali.
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A RUOTE LIBERE: Piombino (LI), sabato 25 settembre, ore 16

July 30th, 2010 LuisaM 1 comment

Insieme alla presentazione del libro “Regione Straniera”, di Giuseppe Civati, stiamo lavorandoper organizzare un’altra importante iniziativa, su un tema che ci è altrettanto caro: la DISABILITA’.
L’iniziativa si terrà il 25 settembre di nuovo a Piombino (LI), presso l’Auditorium del Centro Giovani, alle ore 16. Presenteremo il libro scritto dalla dott.ssa Elena Grassi “Oltre ogni ragionevole scommessa” (l’introduzione è a firma del senatore Ignazio Marino).
Il libro racconta la storia del dottor Stefano Ciatti. Medico radiologo di Prato, Stefano ha affrontato con coraggio le limitazioni fisiche impostegli dall’handicap, raggiungendo grandi soddisfazioni sia sul piano personale che professionale. La dott.ssa Grassi, con delicatezza ed ironia, ci narra episodi di una vita vissuta all’insegna della determinazione e del non arrendersi, in nessun caso.  E’ una libro che affascina e che ti lascia qualcosa dentro che difficilmente se ne andrà. Perchè si racconta la vita di Stefano, ma in ogni paragrafo è come se ci fosse una parte di noi. E’ un libro che ti guarda dentro, che spinge a riflettere ed a cercare di capire se veramente, in ogni momento della nostra vita, abbiamo davvero avuto, come il protagonista, la grinta ed il coraggio di metterci in gioco fino in fondo.  Oltre ogni ragionevole scommessa.
Accanto alla dott. Grassi ci sarà anche il dott. Marco Armellini, neuropsichiatra infantile, allievo del Prof Milani Comparetti che tanto ha saputo migliorare la vita e le terapie riabilitative dei bambini disabili e che ha avuto lo stesso Ciatti come paziente. Valentina Brancaleone, attrice, leggerà alcune pagine tratte dal libro.
A seguire dibattito: i diritti dei disabili, degli ammalati, i tagli al welfare, il funzionamento del nostro SSN. Quali sono i problemi che la politica e le istituzioni possono aiutare ad affrontare e risolvere? Ne parliamo con Mina Welby, Associazione Luca Coscioni, dott. Federico Gelli, medico, assessore alle pari opportunità per la Regione Toscana nella scorsa legislatura.  Saranno presentate alle associazioni ed ai politici presenti alcune proposte redatte da Dario Marchi, membro di Laicità e Diritti, a proposito di piccole integrazioni alla normativa regionale che faciliterebbero alcuni aspetti della vita quotidiana del disabile.
Coordinano l’intera iniziativa il dott Francesco Putortì, primario anestesista e il dott. Stefano Ciatti.

Piombino (LI): “Regione straniera” di Giuseppe Civati

July 28th, 2010 LuisaM 1 comment

Abbiamo creduto e crediamo nelle idee che il Senatore Marino ha portato in giro per l’Italia durante la campagna congressuale e vogliamo impegnarci per far conoscere le tematiche che sono state oggetto della nostra mozione. La campagna congressuale è finita, ma non per questo è per noi finito il momento di occuparsi di diritti, di chi è discriminato, di chi si trova in difficoltà.  Lo facciamo senza collegare il nostro impegno ad un evento specifico della vita del PD, partito nel quale, da iscritti o simpatizzanti, ci riconosciamo. Lo facciamo andando ad incontrare le persone, per parlare con loro, per far loro ascoltare interlocutori attenti e sensibili, ogni volta esperti conoscitori della tematica affrontata. Vogliamo portare la loro voce sui nostri territori. In Toscana, nel Lazio, in Puglia.
Inizieremo la nostra stagione di eventi dalla Toscana, per l’esattezza dalla città di Piombino (LI), con questa iniziativa.
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Vi aspettiamo!!
Luisa, Eleonora, Davide, Dario, Stefano

Disruption – di Alessandro Punturo

July 28th, 2010 LuisaM No comments

Nel complesso mondo della comunicazione, fatto a volte di ciarlatani, guru, nuovi esperti e vecchi tromboni, dove spesso la gente occupa la miglior qualitá del proprio tempo a vendere se stessa, piuttosto che la qualitá del proprio prodotto, esiste una regola di fondo alla quale tutti devono sottostare, in misura maggiore o minore: innovare sempre!
Ci sono coloro che innovano col freno a mano tirato, per attitudine o tipologia di mercato e coloro i quali si lanciano in strategie drastiche, assumendosi maggiori rischi ed esponenziali opportunitá. Nessuno peró puó mai permettersi il lusso di essere reazionario nel marketing (conservatore forse si, reazionario mai).
Questo perchè l’economia delle imprese, a differenza della politica, non puó fermarsi neanche un giorno dall’evolvere se stessa, dal reinterpretarsi, senza rischiare l’uscita dal mercato (si dovrebbe dire lo stesso della politica, ma l’esperienza quotidiana e storica italiana ci dimostra come il tessuto economico/sociale possa sopperire alla totale assenza di innovazione – almeno nel breve periodo).
Da questo punto di vista l’Italia è sempre stato un paese che ha trainato la propria politica piuttosto che viceversa.  L’esempio piú lampante ed opposto ci viene proprio dalla vicina Spagna, dove un capo del Governo ed una maggioranza liberale e socialista, ha dato alla societá civile spagnola, quello strappo necessario a far evolvere la societá nel senso di una modernitá piú equa, riconoscendo il matrimonio alle coppie omosessuali, come primo passo per il riconoscimento di diritti piú ampli.
Non mancano di certo sacche di resistenza importanti nel tessuto spagnolo (non meno di quelle che esistono in Italia), ma, grazie anche ad un naturale ricambio generazionale, gran parte della societá spagnola, riconosce oggi come naturali e legittime gran parte delle rivendicazioni della comunitá LGBT e questo strappo politico ha aiutato tutti, a percorrere l’ultimo chilometro per il quale la gente, per pigrizia o conservatorismo, non avrebbe probabilmente combattuto. Probabilmente anche in Spagna come in Italia, la gente “de la calle” pensa che ci siano altre prioritá nell’agenda politica del paese, ma la politica stessa ha mandato un segnale forte in senso evolutivo, senza aspettare che si levasse una sollevazione popolare per chiedere l’adozione di quei diritti.

In maniera infinitamente minore e con finalitá che, non cesseró mai di ricordarlo, restano comunque sempre eminentemente commerciali e di marketing, la Fiat (per la quale ho il piacere di lavorare) partecipando ai 4 giorni dell’Orgoglio di Madrid, ha compiuto uno di quei piccoli strappi che avvicinano le persone tra loro ed aiutano a normalizzare la societá.
Utilizzando 5 personalizzazioni di un auto “irriverente” come la 500, ha giocato, scherzato, ha cercato di avvicinare eterosessuali e non, sotto la bandiera del divertimento, dell’ironia, nella consapevolezza che la conoscenza è il miglior antidoto all’intolleranza e ai luoghi comuni.
Magari qualcun altro ci aveva giá pensato o magari qualcuno lo aveva giá fatto a mezza voce, imbarazzato o in maniera strumentale, ma il fatto di essere presenti “senza veli” o paure ha probabilmente contribuito a quello che per noi è stato un successo.
La gente, la gran parte delle persone che si sono avvicinate alle auto o che hanno visto le immagini in televisione o su internet, è rimasta entusiasta; i commenti che abbiamo ricevuto (sia dall’Italia che dalla Spagna) dimostrano come la societá civile sia aperta, curiosa ed ha solo bisogno di una piccola spinta o di un fascio di luce, per guardare al di lá di pregiudizi ancestrali ed evolvere in direzione di un futuro piú giusto, piú intelligente, piú maturo.
Certo abbiamo ricevuto qualche commento negativo (imbarazzante per la incoerenza delle argomentazioni) da parte di pochissime persone, ma la speranza e la soddisfazione piú grande sta nel vedere che nessuna di queste aveva un’etá inferiore ai 40 anni.
Promuovere ed alimentare la conoscenza e l’approfondimento di ció che non conosciamo appieno ed applicare la politica degli strappi, anche nel nostro piccolo, è forse l’unico modo per interpretare questa difficile fase della vita politica del paese e per aiutarci a guardare al di lá del nostro naso, verso coloro che ci chiedono soltanto di normalizzare noi stessi e di fare un bell’update dei nostri valori.

Io ho avuto il privilegio di farlo attraverso il mio lavoro; ognuno di noi credo che possa farlo soltando sollevando la testa e gettando uno sguardo al di lá delle proprie pigrizie mentali. La politica, come sempre, si adeguerà.

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Alessandro Punturo

Non fermiamoci ora! – di Marco Pacciotti

July 26th, 2010 LuisaM No comments

La Consulta che dà ragione alla Regione Toscana, in un paese normale è un fatto che non dovrebbe mai accadere! L’ex Presidente della regione Toscana Martini con la sua Giunta e l’attuale Rossi, altro non avevano fatto che predisporre norme affinchè i cittadini migranti potessero usufruire di alcuni servizi essenziali alla sopravvivenza, cure mediche ad esempio, e accedere ad alcuni diritti sociali come casa, asili etc etc. Norme in attuazione della nostra Costituzione che definisce il diritto alla salute, come individuale, quindi inalienabile e della attuale legge Bossi-Fini, che prevede per i “regolari” (termine odioso, ma per farsi capire) il diritto di accedere a graduatorie per l’edilizia popolare o gli asili. Nulla di speciale quindi, anzi la giusta attuazione di principi costituzionali e attuativi di leggi dello Stato. Di abnorme c’è il ricorso semmai, di questo Governo, che disconosceva di fatto Costituzione e una legge, la Bossi-Fini (pessima) scritta da suoi autorevoli esponenti. Arrivando addirittura a quello che è di fatto un paradosso, ovvero ricorrere contro chi le attua! Segno di una deriva ideologica, dettata dall’egemonia che la Lega ormai esercita in modo netto sui temi legati all’immigrazione, senza argini reali, se non nelle dichiarazioni, mai seguite dai fatti, di Fini e di una sparuta minoranza del PDL.

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Un milione e quattrocentomila firme – di Pippo Civati

July 26th, 2010 LuisaM No comments

Un milione e quattrocentomila firme – di Pippo Civatiqui il post originale

Per l’acqua pubblica. Credo si tratti di un record che fa ben sperare e che ci dice che il nostro Paese non è ancora del tutto perduto.

P.S.: me lo auguravo tre mesi fa e sono felicissimo ora di poter dire che i circoli del Pd, in quasi tutta Italia, hanno partecipato alla raccolta delle firme per i tre referendum. A proposito, qualcuno ha poi ricevuto la proposta di legge di iniziativa popolare che il Pd nazionale stava per presentare qualche settimana fa?

Libera circolazione dei Diritti

July 20th, 2010 LuisaM No comments
da FB di Sandro Gozi
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Roma, 19 LUG (Il Velino) – Sara’ presentata domani (oggi, ndr), nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, ”Libera circolazione dei diritti“, rete europea di parlamentari, attivisti ed esponenti politici che credono nella lotta ad ogni forma di discriminazione e vedono nell’Europa un’opportunita’ di crescita collettiva. La rete - si legge in una nota – sara’ presentata dai deputati del PD Anna Paola Concia e Sandro Gozi e dal deputato spagnolo Pedro Zerolo, del PSOE. “L’Europa che abbiamo conosciuto in questi anni – ha dichiarato Concia – e’ stata l’Europa del mercato comune e dell’unificazione monetaria, dove la circolazione dei capitali, delle merci e delle persone non e’ stata accompagnata da un parallelo percorso di integrazione dei diritti e delle liberta’. Il nostro obbiettivo primario – ha aggiunto – e’ arrivare alla costruzione di un’Europa dei cittadini e dei diritti, fondata su un’identita’ politica che non sia soltanto di tipo economico, ma che riconosca quei principi di giustizia e liberta’, che proprio nel vecchio continente sono storicamente nati. E’ inaccettabile – ha concluso – che esistano due velocita’ differenti all’interno dell’Unione sul tema del riconoscimento dei diritti civili e del contrasto alle discriminazioni E CHE L’Italia sia nel gruppo dei Paesi piu’ arretrati su questi temi”. “Abbiamo pensato – ha commentato l’on. Gozi – a una rete europea, che riunisca tutti i parlamentari e i dirigenti dei partiti nazionali attenti alle questioni dell’uguaglianza e dei diritti civili, che si riconoscono nella grande famiglia del socialismo europeo e del progressismo democratico. Un network – ha proseguito – che attraverso lo scambio di informazione e buone pratiche, abbia la finalita’ di porre in essere strategie concrete di pressione dentro le istituzioni comunitarie, i parlamenti nazionali,i mezzi di comunicazione e la societa’ civile. Dobbiamo cominciare a costruire l’Europa del domani – e’ la conclusione del deputato – dove la libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone, sia accompagnata da una ”libera circolazione dei diritti ” e delle possibilita’”.

“Mi manca la donna!” Viaggio nell’arretratezza italiana – di Sandro Gozi

July 19th, 2010 LuisaM 1 comment
Mari Kiviniemi è nata sugli sci, come capita a tante finlandesi. Ma era il pattinaggio la sua vera passione. Passione che coltivò, diventando una pattinatrice provetta. Passione che si accompagnava a quella per la società e per la politica. Per questo, Mari decise di laurearsi in scienze politiche e poi di impegnarsi nel Partito di Centro (conservatori). Un impegno non certo alternativo alla famiglia: Mari in effetti non ha mai dovuto scegliere tra sport, famiglia e politica.
Il 21 giugno di quest’anno, a 41 anni, madre di due figli, Mari è diventata Primo Ministro della Finlandia. Ma a Helsinki, il fatto che una donna sia diventata primo ministro non ha fatto poi tanta notizia. I finlandesi conoscevano già una donna ai vertici dello Stato dal 2000, rieletta nel 2006: Tarja Halonen, presidente della Repubblica. E hanno già avuto un governo in cui su 20 ministri, 11 erano donne.
Le donne sono in politica, si impegnano per la politica in un paese che valorizza il merito. Perchè donne e merito vanno di pari passo. Ed è in base al criterio del merito, e non con la tecnica delle quote o con la logica delle compensazione, che il tema va affrontato.
Non è un caso che in Finlandia al governo non ci siano solo giovani donne, ma anche giovani uomini, come Alexander Stubb, ministro degli esteri, che lavorava con me come consigliere ai tempi di Prodi Presidente della Commissione europea.
Certamente, in Finlandia la presenza femminile in politica ha radici solide e antiche. Le finlandesi hanno diritto di elettorato attivo e passivo  dal lontano 1906 e già nel 1926 una donna era ministro per gli affari sociali. Per questo, in Finlandia non si parla mai di “quote rosa”. Se scommetti sui talenti, sui diritti e sulla vera eguaglianza, se ancor prima scommetti sull’istruzione, poni le basi per una società socialmente equilibrata e competitiva. Non è un caso che la Finlandia non solo sia prima in Europa per le donne in politica, ma anche all’avanguardia nel sistema scolastico –  premiando e valorizzando anche economicamente la professione di insegnante –  nella ricerca e nell’innovazione, oltre a primeggiare nel continente con il suo sistema sanitario e di servizi sociali. La lezione è molto chiara: scommettere su merito, innovazione e competitività vuol dire creare una società più dinamica, avere un ascensore sociale che funziona e riporre fiducia nel futuro.
Ma la Finlandia, potremmo obiettare, è così lontana dall’Italia! Insomma, in un’estate così afosa, prendere a modello il paese delle renne è del tutto inutile…noi siamo così diversi…
Benissimo, allora proseguiamo nel nostro viaggio europeo e scendiamo molto più a sud e a ovest. Scendiamo in Spagna. E che cosa troviamo dai nostri cugini latini, che 4 anni dopo di noi festeggiano in tutte le strade del Regno la fantastica vittoria della Coppa del Mondo di calcio?
Troviamo il secondo governo Zapatero. In cui ci sono 9 donne e 8 uomini al governo del paese.
Il ministro della Difesa è Carmen Chacon, che abbiamo visto tutti passare in rassegna incinta le truppe spagnole in Afghanistan. Il ministero dell’Economia è diretto da Elena Salgano (in Francia, invece da…..Christine Lagarde). Sono donne le due portavoce del PSOE e del PP alle Cortes, il parlamento spagnolo,  la presidente della Comunità Autonoma (regione) di Madrid, Esperanza Aguirre, di destra. E potrebbero essere proprio Carmen Chacon e Esperanza Aguirre à sfidarsi per la Presidenza del Governo alle prossime elezioni politiche!
Ma, potremmo dire, anche l’esempio spagnolo non ha nulla a che vedere con l’Italia. Là c’è quel pericoloso laico e socialista di Zapatero, con la sua mania di diritti civili per tutti, un femminista… No, Madrid non è un buon esempio per un’Italia che, dopo tutto, è ancora legata a valori conservatori.
Benissimo, allora andiamo al centro dell’Europa geografica e a destra di quella politica. Andiamo nella conservatrice Germania. E chi troviamo a Berlino come Cancelliere? Una certa Angela Merkel. Sì, proprio così, la Germania democristiana ha scelto una donna come cancelliere –  la seconda, dopo la Thacher, ad aver presieduto un G8 –   e “addirittura” un omosessuale, Guido Westerwelle, leader dei Liberali, come ministro degli Esteri. E ci sono donne a guidare i ministeri della Giustizia, dell’Agricoltura, del Lavoro, dell’Istruzione e della Famiglia.
Inutile andare nei fantascientifici Stati-Uniti d’America, in cui c’è un famoso “abbronzato” alla casa Bianca, una donna ministro degli affari Esteri, Hillary Clinton, e anche i posti chiave alla sicurezza nazionale e alla presidenza della camera sono ricoperti da due donne con… cognomi italiani: Janet Napolitano e Nancy Pelosi.
Se poi dall’Estremo Occidente via pacifico arriviamo all’Estremo Oriente scopriamo che forse anche il paese delle Geishe e dei gerontocrati, il Giappone, rischia di fare meglio di noi, sull’onda dell’entusiasmo per Rehno Lian Fang, una quarantenne al governo che ha deciso di scalare due generazioni e di portare i quarantenni al potere.
Terminiamo a questo punto il nostro viaggio (anche perché scendendo in Australia scopriremmo che le cose non cambiano molto, ma che vuoi, il paese dei canguri è strano…).
Torniamo in Italia. E cosa troviamo in Italia? Troviamo un paese arretrato e squilibrato. Un paese dove le donne in politica sono poche e quelle che ci sono entrate per merito, ad esempio in parlamento, ancora di meno.
E non perché le donne italiane valgano meno delle altre o gli uomini siano particolarmente cattivi. Ma perché tutto il sistema sociale italiano dà incentivi perché tutto rimanga così: dagli asili nido, che non ci sono, alle nomine nei consigli di amministrazione, che non arrivano.
In questo contesto, le scelte femminili del Berlusconi politico sono state devastanti e il modo in cui sono state presentate offensivo per tutte le donne,  peggiorando un quadro già molto compromesso.
Ma anche il PD – che pure è il partito che si è impegnato più e meglio di tutti gli altri partiti italiani – ancora balbetta tra logica delle quote, che uccide il merito,  retorica delle pari opportunità e pratiche correntizie che spesso finiscono per promuovere donne non proprio per meriti…
Anche nel partito più avanzato – il PD, gli altri partiti neppure si pongono il problema – si fanno le liste, si attribuiscono gli incarichi, e poi ci si arrampica sugli specchi e si grida “mi manca la donna!”. E’ la sindrome di Amarcord, ricorda quella scena in cui Ciccio Ingrassia gridava dall’albero in dialetto romagnolo “a voi na dona!” (trad.: voglio una donna!).
E’ così: al rientro in Italia dal nostro viaggio scopriamo un paese di mogli, di mamme, di nonne e di amanti. Un paese in cui le pari opportunità per le donne non esistono, esistono solo protezione per le loro debolezze o parziali compensazioni per le discriminazioni subite durante tutta una vita.
Scommettere sul merito delle donne in politica vuol dire non doversi imprigionare nelle quote né dover arrampicarsi sugli alberi.
Vuol dire costruire una società aperta, ricca delle sua diversità, dinamica grazie alle sue competenze, fiduciosa grazie alla sua giustizia sociale, attrattiva, per investitori, ricercatori, lavoratori per queste sue caratteristiche messe insieme.
Vuol dire migliorare la politica.
Vuol dire cambiare l’Italia.
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On Sandro Gozi

La sanatoria truffa – di Sergio Gaudio

July 18th, 2010 LuisaM No comments
Circa un mese fa, si e’ svolto il sit-in contro la “sanatoria truffa di fronte, o quasi, al Ministero degli Interni. La piazza era quella dell’Esquilino, nel quartiere omonimo,  simbolo della multiculturalità di Roma. Ironia della sorte, il Ministero sorge in quello che, secondo i criteri di questo governo, dovrebbe essere uno dei luoghi piu’ insicuri della città, perché la presenza degli stranieri è forte, ma che, ovviamente, dati alla mano, non è.
L’argomento della “sanatoria” o meglio della riemersione, è piuttosto delicato e coinvolge le migliaia di persone che sono in uno status precario all’interno del nostro paese. Tanto per dare una idea dei numeri di cui parliamo, sono circa 300000 le domande pervenute. E’ un numero molto alto, soprattutto se consideriamo che, da stime fatte, gli irregolari, in Italia, dovrebbero essere poco meno di 700 mila.
La riemersione avrebbe dovuto coinvolgere soltanto colf e badanti, secondo il Ministero, in una società come la nostra, che si avvia verso la non autosufficienza. E qui sta il problema: perché ad essere sanata e’ soltanto una classe di lavoratori? Cosa hanno di meno coloro che stanno in fabbrica o coloro che lavorano i campi, spesso in nero, per esempio ? Non è dato sapere. E’ chiaro che un’asimmetria, rispetto a tutta la classe dei lavoratori immigrati, non può essere altro che problematica e, dunque, da parte del legislatore, poco lungimirante.
E’ ovvio che una simile stortura provochi un sottobosco fertile per il mercato nero. A tanti, difatti, e’ stato promesso di rientrare nella legalità; tanti, magari disperati, hanno visto in questo una possibilità per uscire dalla clandestinità, tanti dunque, si sono rivolti ad improbabili datori di lavoro che hanno approfittato della situazione di emergenza per truffare migliaia di persone: una truffa che ha portato nelle casse dello Stato circa 150 milioni di euro, ma che ha fatto arricchire gli sciacalli. Se per molti immigrati, anche 500 euro, sono una cifra enorme, tale è la cifra richiesta per legge, altrettanti, però, hanno sborsato anche 5-6 mila euro a persone che si dicevano in grado di poter trovare datori di lavoro, i cui nomi poi si scoprono solo fittizi, persone in carcere, com’e’ successo a Padova, se non addirittura presi dagli elenchi dei morti.
Dunque, si e’ concretizzata l’ulteriore beffa. Per legge, e’ il datore di lavoro a farsi carico della riemersione, per cui e’ lui che deve garantire di fronte alle autorità per il suo lavoratore. Come si può comprendere, nel caso delle migliaia di persone truffate, il datore di lavoro non esiste e, dunque, quando convocato, nessuno si e’ presentato. Non è del resto facile denunciare chi non si presenta, da parte di un immigrato, poiché vivendo in una zona grigia, sanno di poter incorrere in una denuncia per clandestinità.
A complicare il tutto, nel marzo 2010, il Capo della Polizia, Prefetto Manganelli, emana una circolare interpretativa per la quale la riemersione è concessa soltanto a coloro i quali hanno ricevuto non più di un’ingiunzione di espulsione. Quindi, dopo i decreti interpretativi ecco le circolari interpretative. Ci dicono dal Dipartimento immigrazione del Ministero dell’Interno che “l’interpretazione” dal punto di vista giuridico appare corretta. Ne vogliamo però comprendere l’illogicità?  La circolare dice che la posizione dell’immigrato irregolare cambia non dal fatto che uno abbia ricevuto l’espulsione ma da quante ne ha ricevuto ed è ovvio che lo status di espulso non può dipendere dal numero di provvedimenti. Favoriti, quindi, sono i nuovi arrivati, mentre coloro che, magari, hanno famiglia qui, lavorano, cercano di integrarsi, sono in Italia da molto tempo, risultano penalizzati.
Ecco allora i motivi per cui in questi giorni si alza la protesta. Una legge farraginosa, incomprensibile, con mille balzelli che spesso rendono il lavoro di chi sta allo Sportello Unico impossibile. Ah, la ciliegina: i ragazzi dietro i vetri dello Sportello sono dei precari, lavoreranno fino a dicembre, dopodichè  saranno mandati a casa.
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Sergio Gaudio
Coordinatore Forum Immigrazione
PD Roma

L’indennità di accompagnamento – di Stefano Ciatti

July 13th, 2010 LuisaM No comments

L’emendamento presentato interviene anche sull’indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ridefinendo i requisiti medico-legali per il riconoscimento di tale provvidenza.

Fino ad oggi la definizione esatta era data all’articolo 1, comma 2, lettera b) che prevedeva la concessione “ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua”.

Più stringente la nuova definizione medico-legale:

“ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa”.

L’intento chiarissimo è quello di restringere notevolmente il novero dei possibili titolari di indennità di accompagnamento solo a casi di gravissima e totale compromissione dell’autonomia nel suo senso più restrittivo.

La relazione all’emendamento è, in tal senso, molto significativa:

In primo luogo si prevede che il deficit della deambulazione debba essere permanente ed assoluto, tale da rendere siffatta funzione del tutto impossibile senza l’aiuto di un accompagnatore. Ai fini della costituzione dei requisiti medico-legali per il beneficio in parola non rilevano, perciò, deficit della deambulazione compensabili, anche parzialmente, con ausili quali mezzi di appoggio, protesi o ortesi”.

La persona anziana che si sposta lentissimamente con l’aiuto di un tripode ne rimarrebbe esclusa.

E la relazione prosegue con precisazioni sull’impossibilità a compiere in autonomia il complesso degli atti elementari della vita. “La ratio della norma tende a tutelare quelle situazioni nelle quali, annullata la capacità lavorativa dell’individuo, l’infermità è di grado tale da abolire l’autonomia della persona in rapporto alla vita fisiologica (igiene personale, assunzione dei pasti, assunzione della terapia farmacologica, vestizione, ecc.)”.

Una situazione, quindi, gravissima. Perché?

“La rigorosa precisazione medico-legale della situazione di bisogno si rende necessaria per ovviare ad interpretazioni estensive della norma che attrarrebbero nella sfera di tutela anche soggetti in grado di svolgere in accettabile autonomia la quasi totalità degli atti del quotidiano e necessitanti – in linea teorica – anche di un solo intervento al giorno, espletabile da servizi integrati, previsti pressoché ovunque da norme attuative specifiche”.

Si tratta di una nuova definizione di estrema pericolosità, vista anche l’assenza totale di indicatori e di scale di valutazione dell’autonomia personale, pur presenti e consolidati nella letteratura scientifica internazionale.….

Stefano Ciatti