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		<title>Rottamare?</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 12:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[noi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo quasi! Questo venerdì la nostra prima iniziativa. Giuseppe Civati e Federico Gelli, introdotti e coordinati da Davide Guadagni presenteranno a  Piombino (LI) &#8220;Regione Straniera&#8221;, il libro scritto da Civati che racconta quanto sta accadendo in Lombardia a proposito di immigrazione. L&#8217;attualità ci ha travolto, chi si immaginava mesi fa che i nostri relatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci siamo quasi! Questo venerdì la nostra prima iniziativa. Giuseppe Civati e Federico Gelli, introdotti e coordinati da Davide Guadagni presenteranno a  Piombino (LI) &#8220;Regione Straniera&#8221;, il libro scritto da Civati che racconta quanto sta accadendo in Lombardia a proposito di immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attualità ci ha travolto, chi si immaginava mesi fa che i nostri relatori sarebbero stati al centro del dibattito mediatico?  L&#8217;attualità incontra la cultura ed i diritti, che speriamo e fortemente vogliamo rimangano al primo posto nella nostra iniziativa.  <strong>Molti ci stanno chiedendo se facciamo parte della corrente dei &#8220;rottamatori&#8221;. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra risposta è che la completa attenzione di questo gruppo va soltanto a chi è discriminato per motivazioni indegne per ogni stato che voglia definirsi civile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; a queste persone che è dedicato il nostro lavoro e </strong><em><strong>LaicitaeDiritti.</strong></em> Per sensibilizzare quanta piu&#8217; gente possibile sui problemi che giornalmente tante persone devono affrontare.  Per parlare, per spiegare, per raccontare.  Per coinvolgere la gente anche quando i problemi riguardano i figli degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi vogliamo rottamare tutti coloro che non credono che i cittadini abbiano gli stessi diritti,  che siano tutti UGUALI, quelli che non credono possibile morire con dignità, essere rispettati alla fine della nostra vita,  curati, assistiti, rispettando la nostra volontà. Vogliamo rottamare quelli che non si indignano di fronte ad un ragazzo offeso ed umiliato solo per il fatto di essere considerato </strong><em><strong>diverso, </strong></em><strong>di fronte ad una coppia oltraggiata per essersi scambiata una semplice effusione in pubblico.  Quelli che rimangono impassibili di fronte alle difficoltà di una famiglia che non sa come prendersi cura di un proprio caro disabile. Questi si, li vogliamo rottamare. O forse no, magari è più&#8217; utile provare ad educarli alla civiltà ed al rispetto per ogni essere umano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ed è questo che tentiamo di fare con la nostra prima iniziativa, vogliamo parlare dei migranti, far capire quanta disinformazione ed errata percezione c&#8217;è oggi di questo problema, attraverso un libro che lo spiega in maniera approfondita.  Vogliamo capire cosa succede in Lombardia e provare a confrontarlo con quello che accade in Toscana, la regione dove avrà luogo l&#8217;iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto è un qualcosa in più.  E&#8217; l&#8217;attualità che arriva e travolge,  sulla quale ognuno di noi ha le sue personali opinioni, come chi leggerà queste poche righe.  Ma è una cosa privata di ciascuno, che niente ha a che vedere con quello che stiamo cercando di fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Luisa Merlini<br />
Eleonora Bellini<br />
Davide Leonelli<br />
Dario Marchi<br />
Stefano Ciatti</p>
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		<title>Civil Rights Academy</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti civili]]></category>

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		<description><![CDATA[San Francisco &#8211; Foto di Chiara Lalli http://harveymilk.com/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laicitaediritti.org/http://laicitaediritti.org/wp-content/uploads/2010/09/harveymilk_chiaralalli.jpg"><img class="size-full wp-image-671 alignnone" style="border: 1px solid black;" title="Foto di Chiara Lalli" src="http://www.laicitaediritti.org/http://laicitaediritti.org/wp-content/uploads/2010/09/harveymilk_chiaralalli.jpg" alt="" width="480" height="720" /></a></p>
<p>San Francisco &#8211; Foto di Chiara Lalli</p>
<p><a href="http://harveymilk.com/" target="_blank">http://harveymilk.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IN NESSUN PAESE &#8211; di Ivan Scalfarotto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[ivan scalfarotto]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi nuova veste grafica per il sito e soprattutto una nuova avventura editoriale per Ivan Scalfarotto: In Nessun paese (Ed.Piemme), dove si parla di vita vissuta, di sofferenze, di contraddizioni e dell&#8217;inciviltà del nostro paese. Un paese dove si continua ad avere paura di chi semplicemente si ama. Questa la scheda sul sito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laicitaediritti.org/http://laicitaediritti.org/wp-content/uploads/2010/08/innessunpaese.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-662" style="margin: 6px; border: 1px solid black;" title="In nessun paese" src="http://www.laicitaediritti.org/http://laicitaediritti.org/wp-content/uploads/2010/08/innessunpaese.jpg" alt="" width="175" height="283" /></a><em>Da oggi nuova veste grafica per il </em><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/" target="_blank"><em>sito</em></a><em> e soprattutto una nuova avventura editoriale per Ivan Scalfarotto: </em><strong><em>In Nessun paese (Ed.Piemme)</em></strong><em>, dove si parla di vita vissuta, di sofferenze, di contraddizioni e dell&#8217;inciviltà del nostro paese. Un paese dove si continua ad avere paura di chi semplicemente si ama.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="_mcePaste"><em>Questa la scheda sul sito di Ivan: </em></div>
<div><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></em></div>
<div style="text-align: justify;">I diritti negati sono uno dei nodi cruciali su cui si gioca il futuro di un Paese.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per questo l’Unione europea ha approvato norme all’avanguardia contro l’omofobia e le discriminazioni, e quasi ovunque in Occidente sono state varate leggi sui diritti delle nuove famiglie. In Italia no. In Italia il pregiudizio si mescola con la legge. Si è parlato di Pacs, Dico, Cus, ma l’Italia continua a non approvare una normativa sulle coppie di fatto. Un milione di famiglie «non coniugali», etero e omosessuali, rimangono senza tutela. Costrette a fare i conti con mille difficoltà quotidiane, grandi e piccole: l’impossibilità di amarsi e mettere su casa insieme, di assistere la persona più cara se si ammala, di raccoglierne l’eredità quando muore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non accade in nessun Paese civile. Ma attenzione: è vietato chiamarsi fuori, indipendentemente dal proprio status e dalle proprie convinzioni ideologiche o religiose. Perché è miope, ancor prima che ingiusto, rendere milioni di persone figli di un dio minore, cittadini di serie B, con minori diritti e minori doveri.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In nessun Paese racconta decine di storie – a partire da quella dell’autore – di persone in lotta per l’affermazione della propria identità e dei propri diritti. Innanzitutto il primo, il più importante: il diritto all’amore.</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Appuntamento il  7 settembre in tutte le librerie!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Il book trailer: </em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/N1KWCxtNXn0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/N1KWCxtNXn0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><span style="color: #800000;">Ad Ivan un gigantesco in bocca al lupo e tutto il nostro affetto per questa nuova avventura!</span></em></p>
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		<title>L&#8217;informazione &#8211; di Ernesto Maria Ruffini</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti civili]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla penna di Ernesto Maria Ruffini, una nuova puntata del Dizionario della Costituzione, il quinto appuntamento, pubblicato sull&#8217;Unità del 23 agosto 2010. &#8230;. Tra i mezzi di diffusione del pensiero, la cui libertà è garantita all&#8217;art. 21 della Costituzione, una posizione privilegiata deve essere riconosciuta alla stampa, che i Costituenti vollero tutelare prevedendo la trasparenza dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Dalla penna di Ernesto Maria Ruffini, una nuova puntata del Dizionario della Costituzione, il quinto appuntamento, pubblicato sull&#8217;Unità del 23 agosto 2010.</em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></em></p>
<div style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 6px; border: 1px solid black;" src="http://www.laicitaediritti.org/img/costit.jpg" alt="Foto di Carlo Traina" width="360" height="239" />Tra i mezzi di diffusione del pensiero, la cui libertà è garantita all&#8217;art. 21 della Costituzione, una posizione privilegiata deve essere riconosciuta alla stampa, che i Costituenti vollero tutelare prevedendo la <strong>trasparenza dei relativi mezzi di finanziamento</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Una previsione posta a garanzia di un&#8217;effettiva informazione pluralistica e della libera circolazione di voci, di notizie e di idee differenti</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: justify;">La preoccupazione dei Costituenti traeva origine dalla recente esperienza del fascismo che aveva mostrato una classe giornalistica che non aveva «saputo resistere con dignità e con fermezza agli assalti della reazione e della dittatura». Erano consapevoli che se avessero avuto «esempi sicuri di coscienza civile e di educazione politica» avrebbero potuto fare «l&#8217;esperimento di un&#8217;assoluta libertà nella stampa. Ma poiché questi esempi non li» avevano avuti, si erano visti costretti  «a tenere un contegno di realistica prudenza», perché era – ed è ancora oggi – necessario che la stampa difenda «la propria indipendenza e la propria dignità anche contro la potenza del denaro, contro le minoranze plutocratiche faziose le quali si vogliono servire della stampa per introdurre dei veleni nel cuore del Paese, per giovare a interessi particolari sotto la veste, come avviene sempre, di una difesa degli interessi nazionali» (Schiavetti).</div>
<p style="text-align: justify;">Nel ventennio fascista avevano visto che molti giornalisti legati al regime avevano «sacrificato la loro dignità e prostituito il loro ingegno [...] ai facili onori, ai facili plausi»; avevano «immolato la dignità del loro intelletto sull&#8217;altare dell&#8217;oro, del denaro»; avevano «tenuto un contegno che sotto tutti gli aspetti è stato riprovevole» e, cosa ancora più grave, avevano influenzato «la formazione dell&#8217;opinione pubblica del nostro Paese [...] da questo stillicidio, da questo veleno che veniva quotidianamente propinato all&#8217;opinione pubblica», ingenerando «in molti cittadini italiani, il culto della violenza, il culto dell&#8217;ingiustizia, il culto, insomma, di tutti i sentimenti deteriori dell&#8217;uomo e del cittadino, e invece» deridendo  «quelle che erano le istituzioni più alte: la democrazia, la libertà; tutto ciò che rende l&#8217;uomo veramente degno di tale nome». <strong>Da tutto questo deriva l&#8217;importanza che i giornali facciano sapere all&#8217;opinione pubblica «chi li sovvenziona, da quali fonti traggono il denaro col quale sono in grado di mantenersi», perché il «tono del giornale non è dato infatti tanto dal direttore o dai redattori, quanto da chi lo sovvenziona, perché quel giornale rappresenta i suoi interessi ed è l&#8217;esponente delle sue idee» (Cavallari).</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In questa prospettiva, occorreva prevedere la «pubblicazione dei bilanci, in modo da affidare il controllo alla pubblica opinione» (Mortati) e nella speranza che quest&#8217;ultima potesse liberamente formarsi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Negli anni successivi all&#8217;approvazione della Costituzione, il Parlamento ha affrontato nuovamente la questione della libertà e della pluralità dell&#8217;informazione, consapevole che qualunque posizione dominante di un editore avrebbe compromesso il diritto di tutti di informare e di essere informati liberamente e di poter, quindi, esercitare la sovranità di cui il popolo è titolare. Come affermato dalla Corte Costituzionale, infatti, <strong>la stampa deve «porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti», perché il confronto tra idee e opinioni differenti rappresenta la garanzia dello stesso sistema democratico (Corte Cost. n. 155/2002).</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Al riguardo, valgano le parole dell&#8217;allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel suo messaggio alle Camere del 23 luglio 2002: «il pluralismo e l&#8217;imparzialità dell&#8217;informazione, così come lo spazio da riservare nei mezzi di comunicazione alla dialettica delle opinioni, sono fattori indispensabili di bilanciamento dei diritti della maggioranza e dell&#8217;opposizione».</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ernesto Maria Ruffini</strong></p>
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		<title>Perchè LaicitaeDiritti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[noi]]></category>

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		<description><![CDATA[da più parti ci è stato chiesto come mai abbiamo sentito l&#8217;esigenza di trovare il nostro personalissimo modus operandi. Proviamo a spiegare. &#8230; Noi: Luisa, Eleonora, Davide, Dario, Stefano ed alcuni collaboratori esterni. Una costituenda associazione, un piccolo gruppo di lavoro composto da amici che si riconoscono nelle idee e nel progetto politico del Senatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>da più parti ci è stato chiesto come mai abbiamo sentito l&#8217;esigenza di trovare il nostro personalissimo modus operandi. Proviamo a spiegare.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Noi: Luisa, Eleonora, Davide, Dario, Stefano ed alcuni collaboratori esterni. Una costituenda associazione, un piccolo gruppo di lavoro composto da amici che si riconoscono nelle idee e nel progetto politico del Senatore Ignazio Marino. Iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico. Provenienti da regioni e territori diversi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">“<strong>Non diritti speciali, ma diritti uguali per tutti: siano essi gli ammalati, le donne, le coppie di fatto, gli omosessuali o chiunque altro</strong>&#8220;. (<em>Ignazio Marino</em>).  Ecco, questo puo&#8217; ben essere il nostro manifesto.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ci siamo riconosciuti in un progetto politico ed abbiamo deciso di lavorare per la diffusione delle idee che ne sono alla base. Un progetto che è nato a Torino, al Lingotto, e che ci ha fatto toccare con mano un altro modo di fare politica. Lontano dai riflettori e dalle convenienze.  Marino arrivò senza clamore, si mise seduto accanto a noi, in platea, lontano dai giornalisti e dai politici che contano, dalle telecamere e dai flash dei fotografi.  Ma poi salì su quel palco e, con la sola forza delle sue parole, ottenne gli applausi piu&#8217; lunghi e sentiti dell&#8217;intera giornata.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230; </span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In molti di noi è rimasto quell&#8217;entusiasmo, Per questo abbiamo deciso di provare a trasmetterlo, per quanto potrà riuscirci, parlando con la gente ed alla gente, lontani da esigente contingenti, quali congressi, elezioni, feste e tutto ciò che caratterizza l&#8217;attività &#8220;istituzionale&#8221; di ogni partito politico.  E lo vogliamo fare con la piena libertà di poter scegliere i luoghi, i relatori, i moderatori di ogni iniziativa che metteremo in piedi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Vogliamo che l&#8217;unico criterio della nostra scelta sia soltanto il <strong>merito</strong> e la <strong>competenza</strong> nell&#8217;argomento affrontato. Senza spazio per passerelle di nessun genere. Saremo attivi su territori distanti tra loro per dar voce a chi lavora per continuare a tenere in vita quel progetto. Senza risparmiarsi.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Parlaremo soprattutto di d</span><span style="text-decoration: underline;">iritti</span>: dei migranti, dei disabili, degli ammalati, dei cittadini lgbt, delle donne.. diritti mancati e discriminazioni indegne di un paese civile.<span style="text-decoration: underline;"> Potrà capitare occasionalmente di impegnarci in argomenti maggiormente &#8220;politici&#8221;</span>, ma sempre e comunque legati alla nostra area politica di riferimento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Organizzeremo iniziative politico/culturali, presentazioni di libri, arricchite quando possibile da reading o proiezioni di audiovisivi. Lavorando in autonomia o appoggiandoci, se è il caso, solo a chi condivide i nostri obiettivi ed il nostro indirizzo politico.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Nessuna volontà di dividere o destabilizzare, ma solo libertà di scegliere e di dimostrare con i fatti la nostra idea di Politica.</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">www.laicitaediritti.org</span></em></div>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Benedire le unioni gay&#8221; Il Sinodo valdese alla svolta &#8211; di Vera Schiavazzi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 19:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonorab</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[diritti lgbt]]></category>

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		<description><![CDATA[da &#8220;la Repubblica&#8221;  Torino del 22 agosto 2010 TORRE PELLICE (TO) &#8211; Benedire o no le coppie gay che chiedono di riconoscere in chiesa la loro unione? La domanda agita, e divide, i centottanta delegati del Sinodo valdese-metodista, l&#8217;assemblea annuale che si apre oggi in Valle Pellice e detta la linea di questa minoranza evangelica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/news/benedire_le_unioni_gay_il_sinodo_valdese_alla_svolta-6437380/" target="_blank">da &#8220;la Repubblica&#8221;  Torino del 22 agosto 2010</a></p>
<p><a href="http://torino.repubblica.it/images/2010/08/22/193132803-19161e3f-c2f2-4ecc-b3f8-ef57a461f99c.jpg"><img class="alignnone" src="http://torino.repubblica.it/images/2010/08/22/193132803-19161e3f-c2f2-4ecc-b3f8-ef57a461f99c.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>TORRE PELLICE (TO) &#8211; Benedire o no le coppie gay che chiedono di riconoscere in chiesa la loro unione? La domanda agita, e divide, i centottanta delegati del Sinodo valdese-metodista, l&#8217;assemblea annuale che si apre oggi in Valle Pellice e detta la linea di questa minoranza evangelica. In molti casi, e pubblicamente a Trapani, nel giugno scorso, coppie omosessuali hanno già ricevuto una sorta di &#8220;benedizione&#8221; (atto assai diverso dal sacramento matrimoniale cattolico) dal pastore. Ora però la questione è ufficialmente rimessa al Sinodo. E &#8211; fatto senza precedenti &#8211; un appello contrario a questa possibilità è stato pubblicato a pagamento sul settimanale &#8220;Riforma&#8221;: il primo firmatario è Lucio Malan, valdese e senatore del Pdl.</p>
<p>È stata la pastora Maria Bonafede, da cinque anni Moderatore dei valdesi e metodisti italiani, a proporre che il Sinodo dicesse una parola di chiarezza. &#8220;Non si tratta del matrimonio, un fatto che per noi ha valore eminentemente civile e non rappresenta un sacramento &#8211; spiega &#8211; ma della richiesta che ci giunge da molti fedeli impegnati nelle nostre chiese, delle quali sono parte attiva soprattutto nelle grandi città. Queste persone ci chiedono di riconoscere il loro impegno di amore reciproco invocando la benedizione di Dio, ed è di questo che dobbiamo serenamente discutere&#8221;.</p>
<p>Di parere opposto Malan e i cofirmatari dell&#8217;appello, secondo i quali le benedizioni sarebbero &#8220;contrarie all&#8217;ordinamento delle nostre chiese&#8221;. Dalle pagine di &#8220;Riforma&#8221;, prima e dopo la pubblicazione dell&#8217;appello che si rivolge al Sinodo, lo stesso Malan ha polemizzato sia col direttore del settimanale, il pastore Luca Negro, sia con Paolo Ricca, pastore e teologo di grande autorevolezza nel mondo valdese, &#8220;colpevole&#8221; di aver definito genitori una coppia di uomini durante il battesimo, a Roma, di due gemellini adottati grazie alla legge californiana. Gli argomenti del senatore del centrodestra, e della parte più &#8220;conservatrice&#8221; delle chiese, sono quelli tradizionali: il divieto biblico, contenuto innanzitutto nel Levitico, di avere rapporti con persone dello stesso sesso e la &#8220;spaccatura&#8221; che la decisione di benedire le coppie gay potrebbe provocare tra i fedeli.</p>
<p>&#8220;È vero che si tratta di un tema delicato e controverso &#8211; replica la Moderatora &#8211; ma l&#8217;appello è stato firmato da una piccola minoranza e credo che nelle chiese esista ormai un&#8217;ampia condivisione nell&#8217;accoglienza alle coppie omosessuali. Ciò che conta è che dal Sinodo inizi un percorso chiaro e condiviso&#8221;. E Paolo Ricca aggiunge: &#8220;Dobbiamo chiederci se ciò che la Bibbia dice su questo tema risenta di condizionamenti storici e culturali che possono relativizzarne il valore, e come impostare questo discorso in un&#8217;etica cristiana che ruota intorno all&#8217;unico comandamento dell&#8217;amore&#8221;.</p>
<p>I tempi, insomma, sembrano maturi perché la minoranza valdese e metodista &#8211; la più antica e probabilmente la più autorevole nel panorama evangelico italiano, anche nei suoi rapporti internazionali &#8211; compia anche questo passo, dopo essersi pronunciata non senza lacerazioni in favore del divorzio e della legge sull&#8217;aborto. &#8220;La benedizione non è il matrimonio né ha valore di sacramento &#8211; ricorda Giorgio Bouchard, pastore e altra figura di riferimento &#8211; ma non può neppure essere banalizzata: è un momento solenne nel quale si invoca Dio per sottolineare una scelta di vita&#8221;.</p>
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		<title>Dizionario della Costituzione : Gli Stranieri &#8211; di Ernesto Maria Ruffini</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quarto appuntamento del Dizionario della Costituzione, su L&#8217;Unità del 18 agosto 2010 &#8212;- I nostri Costituenti, molti dei quali avevano dovuto rifugiarsi all&#8217;estero per «sottrarsi alla cattura o alla morte o alla lunga detenzione da parte del regime fascista» (Cavallari), vollero riservare un&#8217;attenzione particolare nei confronti degli stranieri. Come profeticamente affermato in quei giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em>Il quarto appuntamento del Dizionario della Costituzione, su L&#8217;Unità del 18 agosto 2010</em></div>
<div><em><span style="color: #ffffff;">&#8212;-</span></em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 6px; border: 1px solid black;" src="http://www.laicitaediritti.org/img/ern_ruffini.jpg" alt="" width="350" height="317" />I nostri Costituenti, molti dei quali avevano dovuto rifugiarsi all&#8217;estero per «sottrarsi alla cattura o alla morte o alla lunga detenzione da parte del regime fascista» (Cavallari), vollero riservare un&#8217;attenzione particolare nei confronti degli stranieri.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Come profeticamente affermato in quei giorni, «oggi vi è la Costituente. V&#8217;è un&#8217;aria di libertà, ma non sappiamo quali Governi e quali maggioranze si avranno domani, e quali uomini politici interpreteranno le limitazioni che includiamo nella nostra Costituzione. [...] Sarebbe doloroso e anche vile che proprio noi nella nostra Costituzione mettessimo una norma che contrasti con questo concetto» (Tonello).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In questa prospettiva, nell&#8217;atmosfera della nascita dell&#8217;Itala repubblicana, l&#8217;Assemblea Costituente volle legare le future scelte del legislatore italiano a quelle della Comunità internazionale. Tra queste, c&#8217;è la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951, che impone agli Stati contraenti di non prendere «sanzioni penali, a motivo della loro entrata o del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate» (art. 31) e di non espellere o respingere, «in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche» (art. 33).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Proprio grazie all&#8217;art. 10 della Costituzione, queste e tutte le altre norme generalmente riconosciute dalla comunità internazionale rappresentano dei limiti precisi che il Parlamento deve rispettare nella redazione delle leggi in materia di immigrazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma i Costituenti si spinsero oltre, riconoscendo il diritto di asilo a tutti gli stranieri che nei loro paesi non possono godere delle stesse libertà democratiche garantite dalla nostra Costituzione.  Un diritto considerato tra i «più alti e sacri» di tutta la nostra Carta (Cavallari). Una definizione particolarmente ampia che ha posto «la Repubblica italiana sul piano di quei Paesi liberi e civili, che diedero ospitalità ai nostri emigrati politici perseguitati dal fascismo» (Carboni). Una definizione che contiene volutamente un generico riferimento alle libertà democratiche garantite nella nostra Costituzione senza alcuna ulteriore precisazione, perché «in questa dizione sono comprese tutte le libertà presso di noi garantite» (Tupini).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È difficile «che tali libertà si trovino negate in una Costituzione, ma purtroppo non è difficile che di fatto l&#8217;esercizio di quelle libertà sia limitato» (Cappi) ed è per questo motivo che dovrebbe essere sempre verificato se lo straniero che richiede asilo possa «avere l&#8217;effettivo esercizio di questi diritti, e non che questi diritti siano astrattamente incorporati nella Carta costituzionale del paese cui lo straniero appartiene». Si tratta «di vedere in pratica se lo straniero ha l&#8217;effettivo esercizio di quei diritti a cui noi soprattutto teniamo» (Treves).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sotto altro profilo, infine, il diritto di asilo affermato nella Costituzione è volutamente slegato da qualunque forma di reciprocità da parte dei paesi ai quali appartengono gli stranieri che ci chiedono asilo. «Peggio, moralmente parlando, peggio per quei paesi che non accordassero una completa reciprocità. Oltre tutto, l&#8217;ospite è sacro, anche quando si tratti di ospite volontario, non sollecitato dalla nostra ospitalità» (Tieri). In altri termini, l&#8217;auspicio manifestato in Assemblea era quello di riconoscere allo straniero le nostre stesse libertà democratiche «quand&#8217;anche la nazione dalla quale lo straniero proviene non riconoscesse per noi quei diritti che noi allo straniero riconosciamo. Roma si dice, è madre del diritto: cominciamo noi, dunque, a dare agli altri una lezione di diritto, anzi di una maggiore civiltà» (Della Seta).</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><em><strong>Ernesto Maria Ruffini</strong></em></div>
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		<title>Dizionario della Costituzione: l&#8217;Uguaglianza &#8211; di Ernesto Maria Ruffini</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 15:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti civili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo appuntamento del Dizionario della Costituzione &#8211; su l&#8217;Unità di domenica 8 agosto 2010. L’art. 3 della Costituzione, quello che riconosce che le persone sono tutte uguali davanti alla legge, è certamente uno degli articoli più belli ed importanti della nostra Costituzione. Nei resoconti dei diciotto mesi di attività del’Assemblea Costituente, le parole “uguaglianza” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il secondo appuntamento del Dizionario della Costituzione &#8211; su l&#8217;Unità di domenica 8 agosto 2010.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" style="margin: 6px; border: 1px solid black;" src="http://www.laicitaediritti.org/img/ernesto.jpg" alt="" width="320" height="214" />L’art. 3 della Costituzione, quello che riconosce che le persone sono tutte uguali davanti alla legge</strong>, è certamente uno degli articoli più belli ed importanti della nostra Costituzione. Nei resoconti dei diciotto mesi di attività del’Assemblea Costituente, le parole “uguaglianza” e “uguali” sono ripetute centinaia di volte. <span style="color: #993300;"><strong>Uguali senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</strong>. </span><br />
Un principio che i Costituenti vollero fermamente affermare «dopo le recenti violazioni per motivi politici e razziali» (Ruini). Un principio che vollero scrivere per i più deboli, per le minoranze, per tutelare i pochi e non i molti, perché «la Costituzione è fatta per le minoranze e non per le maggioranze, per tutelare i pochi e non i molti. I molti non hanno bisogno di Costituzione, hanno la forza» (Lucifero d’Aprigliano). Perché lo Stato non è costituito solamente «dalla maggioranza dei cittadini, ma da tutti i cittadini e non deve essere rappresentante dei più e tollerante dei meno» (Marchesi).<br />
<strong>L’uguaglianza dinanzi alla legge è un principio scritto per riconoscere che siamo tutti diversi e per evitare che le nostre differenze possano essere motivo di discriminazione a svantaggio di chi è più debole o di trattamenti privilegiati a favore di chi è più forte</strong>. «Uguaglianza giuridica», infatti, «non significa trattamento uguale di problemi disuguali, ma applicazione dei principî di giustizia alle situazioni concrete. “A ciascuno il suo: non a tutti lo stesso”, è il principio di giustizia. L’eguaglianza non è parità aritmetica né quantitativa; come la giustizia è proporzione» (Riccio). Un principio scritto per «mettere in luce il carattere dinamico che deve avere lo Stato democratico» (Moro) e per «incanalare lo sviluppo della nostra società verso una maggiore eguaglianza» (Togliatti).<br />
In questa prospettiva, i Costituenti hanno affidato un impegno concreto al «legislatore ordinario, quello di emanare leggi e disposizioni, le quali attuino questa garanzia e la rendano effettiva» (Ravagnan), secondo un principio che avrebbe dovuto guidare la mano del futuro legislatore e che dovrebbe permeare ancora oggi tutto il nostro ordinamento.<br />
Infatti, «dopo aver fatto una solenne affermazione dei principî di libertà e uguaglianza, nella concreta realtà sociale, questi principî possono trovare poi ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il raggiungimento dell’affermata eguaglianza. Pertanto tutta l’opera della legislazione italiana deve tendere ad eliminare questi ostacoli» (Basso). Perché «se vogliamo che la nostra Costituzione abbia un carattere effettivamente moderno, aderente alla realtà attuale, se vogliamo che la democrazia non sia soltanto una democrazia formale, ma che sia effettiva, dobbiamo integrare il riconoscimento dei diritti di libertà con i diritti economici e sociali. Ne viene, come corollario, che non si tratta soltanto del riconoscimento, ma che è necessaria anche la garanzia» (Ravagnan).<br />
<strong>La Costituzione, pertanto, non si limita ad affermare l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, ma chiede alla Repubblica di non rimanere indifferente di fronte alle ingiustizie, ma di combatterle attraverso una concreta politica di riforma della società</strong>.<strong> Ora come allora, si trattava «di realizzare in fatto, il più possibile, l’eguale dignità di tutti gli uomini». Occorreva non accontentarsi solo di parole, «di dichiarazioni astratte», porre invece in essere una moderna «legislazione sociale, che» rendesse «in fatto eguali le condizioni e le possibilità di vita di tutti i cittadini» (Moro).</strong><br />
Prima della Costituzione, invece, le ingiustizie sociali, le condizioni economiche o personali non erano prese in considerazione dalla legislazione e anche per questo le disuguaglianze erano destinate a perpetuarsi, condannando le persone meno fortunate a rimanere tali. E’ a loro che si rivolge in particolar modo l’art. 3 della Costituzione ed è all’art. 3 che dovremmo guardare noi oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ernesto Maria Ruffini</strong></p>
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		<title>Un tempo che non esiste più &#8211; di Ivan Scalfarotto</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 08:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti lgbt]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’esclusione del matrimonio tra persone dello stesso sesso è il prodotto di un tempo in cui uomini e donne erano considerati avere ruoli differenti nella società e nel matrimonio. Quel tempo non esiste più.” &#8230;. qui il post originale &#8230;.. Il giudice Vaughn Walker ha sancito ieri l’incostituzionalità della “Proposition 8″ che aveva bandito i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“L’esclusione del matrimonio tra persone dello stesso sesso è il prodotto di un tempo in cui uomini e donne erano considerati avere ruoli differenti nella società e nel matrimonio. Quel tempo non esiste più.”</em></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;"><strong><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/?p=5773" target="_blank">qui</a></strong> il post originale</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;..</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.laicitaediritti.org/http://laicitaediritti.org/wp-content/uploads/2010/08/ivan.jpg"><img class="size-medium wp-image-609 alignleft" style="margin: 6px; border: 1px solid black;" title="Foto di Carlo Traina" src="http://www.laicitaediritti.org/http://laicitaediritti.org/wp-content/uploads/2010/08/ivan-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a>Il giudice Vaughn Walker ha sancito ieri l’incostituzionalità della “<a href="http://www.nytimes.com/2010/08/05/us/05prop.html?_r=2&amp;ref=us" target="_blank">Proposition 8</a>″ che aveva bandito i matrimoni gay dalla California. Una sentenza che chiude soltanto temporaneamente una storia tortuosa che finirà sicuramente davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti e che aveva lasciato le 18 mila coppie che avevano fatto in tempo a sposarsi, nei quattro mesi e mezzo in cui era stato legalmente possibile in California, in una specie di limbo. Leggere la sentenza del giudice Walker è un’esperienza veramente interessante: <a href="http://www.latimes.com/news/local/la-me-prop-8-decision-excerpts-20100805,0,2212199.story" target="_blank">tutti i pregiudizi e gli stereotipi sul matrimonio gay sono smontati senza nessuna pietà</a>, uno per uno, per quelli che sono: pregiudizi moralistici basati sulla superiorità morale della maggioranza eterosessuale sulla minoranza omosessuale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Eppure la cosa che mi ha affascinato di più di tutto è che Walker dice alla fine una cosa che trovo profondamente giusta e di cui non si discute mai abbastanza: che il matrimonio doveva essere necessariamente ed esclusivamente tra due persone di sesso diverso quando la diversità dei sessi, e la subordinazione della donna all’uomo, era la base stessa del matrimonio e della società. In una società dove la donna non aveva nemmeno la possibilità di stipulare negozi giuridici senza l’autorizzazione maritale, una donna senza marito era una specie di controsenso. Oggi che i coniugi sono pari, e che le donne contano (almeno sulla carta) quanto gli uomini, non si spiega più perché non sia possibile sposarsi tra uguali. Ecco, io credo che il giudice Walker abbia spiegato benissimo con questo passaggio per quale motivo la battaglia per il matrimonio gay sia una battaglia per una società più giusta ed equa in generale, e per una società meno maschilista in particolare. Chi si batte contro la possibilità che i gay sposino chi vogliono (scelta riconosciuta in modo indiscusso a tutte le persone eterosessuali) si batte per la famiglia tradizionale anche nel preservarne pervicacemente il suo carattere smaccatamente patriarcale: basti considerare che chi è contro il matrimonio gay è normalmente anche contro l’aborto, l’inseminazione artificiale, il divorzio e contro tutte le conquiste che hanno consentito l’emancipazione delle donne nel mondo occidentale, la loro autodeterminazione e l’affermazione della loro piena dignità.</div>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ivan Scalfarotto</em></strong></p>
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		<title>SAPPIAMO COSA MANGIAMO?</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 13:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaM</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto alla salute]]></category>

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		<description><![CDATA[nota del dottor Stefano Ciatti &#8230;&#8230;&#8230;. Il Des negli alimenti I trattamenti con ormoni d&#8217;origine animale, di sintesi, sperimentali, sicuramente non sono stati interrotti. In America i trattamenti con ormoni sono non solamente ammessi, ma incoraggiati, e continuano ad essere sperimentati: zeranolo, estradiolo, testosterone, progesterone, treribolone acetato sono in continua sperimentazione e inoculati in vitelli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;"><strong>nota del dottor Stefano Ciatti</strong></span></em></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Il Des negli alimenti</strong></span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I trattamenti con ormoni d&#8217;origine animale, di sintesi, sperimentali, sicuramente non sono stati interrotti. <strong>In America i trattamenti con ormoni sono non solamente ammessi, ma incoraggiati, e continuano ad essere sperimentati</strong>: zeranolo, estradiolo, testosterone, progesterone, treribolone acetato sono in continua sperimentazione e inoculati in vitelli, mucche e tori. Riescono a farli crescere più velocemente del 50%.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Per fortuna l&#8217;UE continua a tenere le proprie frontiere chiuse all&#8217;importazione di carne trattata con ormoni</strong>: l&#8217;ultimo rifiuto ufficiale data luglio 1999. Allora la ormai celebre (o famigerata?) W.T.O. (World Trade Organization) avrebbe ordinato di “lasciare che il bando venga disatteso&#8221;, e gli USA hanno chiesto miliardi in risarcimenti.  Ma in Europa l&#8217;importazione di carne americana è ancora vietata.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In Italia le condanne penali della Cassazione si susseguono, poche ma senza soluzione di continuità, mentre l&#8217;Istituto Superiore di Sanità trova diversi corticosteroidi illegali nel latte, e 17-betaestradiolo nel siero bovino (usato per i vaccini). D&#8217;altronde, il D.lgs. 27/1/1992 n.118 vieta, è ovvio, la somministrazione di ormoni, ma li autorizza a scopo terapeutico e nel periodo successivo al parto, cioè: volendo, sempre. Dell&#8217;ormone D.E.S. (Dietilstilbestrolo), che provoca cancro al seno, è difficilissimo accertare la presenza, essendo attivo anche in dosi infime (parliamo di milionesimi di grammi). Secondo il Comitato Scientifico dell&#8217;Unione Europea, che doveva pronunciarsi a proposito del doping, anche dosi infinitesimali di queste sostanze danneggiano la salute umana, innescando tumori e alterando le risposte del sistema immunitario. Inoltre, i valori residuali di ormoni ritenuti innocui fino a dieci anni fa, sono oggi, grazie a dati scientifici più raffinati, considerati rischiosi per i consumatori, specialmente per i bambini in età pre-puberale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le ricorrenti malattie dei bovini provocate dalle condizioni-limite in cui vivono costringono a terapie antibiotiche senza sosta. All&#8217;esame anatomo-patologico si rileva un&#8217;incidenza elevata di lesioni muscolari dovute all&#8217;uso di sostanze xenobiotiche.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>In Italia, e&#8217; matematicamente certo (lo dimostra la sproporzione tra le ricette &#8220;ufficiali&#8221; e il numero di animali: solo 4 o 5 ogni 100) che i farmaci vengono acquistati sul mercato nero per non doverne segnalare l&#8217;uso</strong>. <strong>Poi, poco prima della macellazione, viene somministrato agli animali un fortissimo diuretico che cancella le tracce delle sostanze illegali</strong>. I farmaci innescano una lunga reazione a catena di rischi igienici: nel gennaio &#8217;98 la FDA lancio&#8217; l&#8217;allarme per un&#8217;enorme quantita&#8217; di farmaci parenterali distribuiti da una societa&#8217; californiana infettati dal bacillo mortale Cereus bacteria: Soluzioni saline ipertoniche, Lactated Ringer&#8217;s Solution, Calcium Gluconate 23% Solution, Dextrose Solution 50%, soluzioni elettrolitiche&#8230; Hanno luogo anche trattamenti con farmaci sperimentali.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;..</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span id="more-595"></span><br />
</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>DES nel capponaggio chimico.</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Oltre al nuovo metodo di capponaggio cruento, sempre negli anni ‘50, era iniziato un nuovo metodo di castrazione denominato &#8221; capponaggio chimico&#8221;, che si eseguiva iniettando sotto la pelle del collo dei galletti una piccola dose di un ormone di sintesi: il dietilstilbestrolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dopo un primo periodo sperimentale il dietilstilbestrolo, che era iniettato in soluzione a mezzo di una comune siringa, venne poi impiantato sotto cute, con apposito ago-cannula, in forma di piccole compresse.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le prime pastiglie vendute sul mercato avevano un contenuto di dietilstilbestrolo di 50 mgr. e assicuravano una assimilazione molto lenta esercitando un efficacia per almeno 4 mesi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’innesto di una compressa di 50 mgr. di dietilstilbestrolo sopprimeva nel gallo le manifestazioni estrali per almeno 4 mesi, analogamente a quanto avveniva con la castrazione cruenta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sia l’incremento in peso che le caratteristiche organolettiche delle carni dei galli castrati chimicamente non si differenziavano dai capponi ottenuti in modo cruento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Interessante era notare come dopo 4 mesi dall’innesto i testicoli si presentassero estremamente ridotti sia in volume che in peso: 8 volte più piccoli rispetto a quelli dei galli della stessa età.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per quanto interessante questa nuova tecnica di castrazione chimica, tuttavia dopo qualche anno fu sempre meno applicata fino ad arrivare al suo abbandono.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’azione del dietilstilbestrolo sebbene in proporzioni diverse, è uguale per tutti gli animali, compreso l’uomo.  Pertanto un certo danno poteva derivare anche all’uomo ingerendo qualche collo di pollo castrato chimicamente .</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un fatto certo è che negli Stati Uniti, oltre il Canada e la Francia dove il capponaggio chimico ebbe maggior diffusione, si verificò un fatto assai significativo. In uno stabilimento dove si procedeva alla lavorazione e inscatolamento delle carni di pollo, i colli e le teste venivano venduti agli allevamenti degli animali da pelliccia. Un giorno un allevatore di volpi argentate dichiarò che la fecondità dei suoi animali era notevolmente diminuita: egli attribuiva ciò ai colli che provenivano dai polli capponati chimicamente e pertanto chiese alla ditta fornitrice la rifusione dei danni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Da allora il capponaggio chimico cominciò ad essere non più eseguito fino ad arrivare al suo definitivo abbandono in base al D.L. n. 118 del 27 gennaio 1992 che anche in Italia, sulla base di direttive CEE, vietava l’uso di sostanze ormonali ad azione anabolizzante.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;.</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #993300;">DES come farmaco</span></strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Agli inizi degli anni &#8217;70, si chiuse un vergognoso capitolo riguardante l&#8217;impiego di un medicinale conosciuto come cancerogeno e distruttivo del sistema endocrino, chiamato DES(dietilstilbestrolo).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">“Contro i consigli del suo inventore, sir Charles Dodd”, scrive Sherrill Sellmann, “da 4 a 6 milioni di donne in Europa e Australia, hanno utilizzato il DES per prevenire problemi di aborto e complicazioni durante la gravidanza”.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Inoltre, il DES diventò un medicinale popolare, sebbene non sperimentato, per una varietà di altre patologie: per la soppressione della lattazione, per il trattamento dell&#8217;acne, di certi tipi di cancro al seno e di quelli prostatici, come inibitore della crescita nelle adolescenti, come sostituto di estrogeni durante la menopausa e come pillola &#8220;del giorno dopo&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Saranno necessari 30 anni per accettare quello che i test di laboratorio avevano indicato fin dal 1938 &#8211; che il DES era un medicinale altamente pericoloso e nocivo. Veniva riportato che, 20 anni dopo aver assunto il DES, le madri avevano tra il 40 e il 50 per cento di probabilità in più di rischio di tumori al seno di quelle che non lo avevano utilizzato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Inoltre, i figli delle &#8220;mamme DES&#8221; mostravano una maggior incidenza di deformità riproduttive, aborti, tumori vaginali, cancri testicolari, sterilità e disfunzioni immunitarie. L&#8217;ironia di questo totale fallimento è che il sistema medico ha infine riconosciuto che il DES era inutile nella prevenzione degli aborti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Molti composti farmaceutici sono stati sintetizzati per funzionare come estrogeni. Il DES (dietilstilbestrolo), estrogeno</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">usato per più di 40 anni non solo per incrementare la crescita dei bovini ma anche nell’uomo per il largo spettro di azione e il basso costo non è più usato come estrogeno sostitutivo in menopausa, a prevenzione aborti spontanei o per</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">prevenire il cancro alla prostata, dopo che ci si è resi conto che i figli delle donne che lo avevano assunto soffrivano di</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">disfunzioni agli organi riproduttivi. Oggi è assodato che il DES predispone a una serie di tumori ginecologici dal carcinoma della vagina a quello dell’endometrio. Nel 1971,i ricercatori hanno indicato che le figlie delle donne che hanno preso il DES hanno avuto un alto tasso di una forma rara di tumore cervicovaginale.  L&#8217;uso comune del DES come promotore di crescita di feti animali e nel bestiame adulto è stato vietato negli anni 70; studi sulle esposizioni ambientali di un gruppo rappresentativo di cittadini americani per determinare quanto di questi prodotti chimici sta accumulandosi nel corpo sono iniziati con prelievi di sangue e di urine. Ci sono possibilità che questi componenti possano svolgere un ruolo nelle malattie quali il tumore della mammella, utero ed ovaie; endometriosi e fibromi uterini.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">DES e carcinoma mammario</span></strong>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il ruolo degli ormoni che regolano la riproduzione, soprattutto degli estrogeni, nell&#8217;induzione del carcinoma mammario è ben documentata. I rischi maggiori sono associati ad una maturità sessuale precoce, ad una tardiva menopausa ed una o più gravidanze in età avanzata. L&#8217;asportazione delle ovaie prima del 35deg. anno di età e/o un maggior numero di gravidanze possono ridurre il rischio di contrarre cancro alla mammella [4, 9], che può invece aumentare nel caso di terapie intensive a base di estrogeni, l&#8217;uso di depo-provera come contraccettivo e l&#8217;assunzioni di dieti-stilbestrolo (DES) [4,12,13]. Nonostante il meccanismo di azione degli estrogeni non sia ancora del tutto chiaro, sembra essere oramai accertato che la loro presenza sia virtualmente essenziale per l&#8217;innesco dei processi tumorali alle ghiandole mammarie nei mammiferi, uomo compreso [2,14]. Per quanto concerne i contraccettivi orali, i pareri circa un loro coinvolgimento nell&#8217;insorgenza di tumori alla mammella sono controversi. Alcuni studi hanno evidenziato la mancanza di effetti significativi dei contraccettivi orali nell&#8217;insorgenza neoplastica, mentre alcuni ricercatori ritengono che un modesto aumento del rischio potrebbe essere associato a [4]:</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">* uso della pillola prima dei 25 anni di età</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">* assunzione della pillola oltre i 45 anni di età</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">* assunzione prolungata dei contraccettivi orali</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">* coesistenza di almeno un fattore di rischio riconosciuto</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I fattori ormonali possono anche aumentare la percentuale di rischio quando l&#8217;esposizione avviene in fase di sviluppo embrionale. Ciò è dimostrato sia da test di laboratorio [4, 13, 15] che da due recenti studi dai quali risulta che donne nate da madri con elevati livelli di estrogeni durante la gestazione, presentano maggiore rischio alla maturità [16, 17].</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>DES nella contraccezione</strong></span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Storia della contraccezione di emergenza</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La storia della contraccezione di emergenza, inizia all’epoca dell’impero persiano; un medico suggeriva alla coppia di alzarsi immediatamente dopo il rapporto ed alla donna di fare salti violenti all’indietro. Sono stati poi nel corso degli anni consigliati lavaggi vaginali con varie sostanze (acqua e sapone, aceto o vino, coca cola).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La storia vera della CE è iniziata attorno agli anni sessanta. I passaggi fondamentali si possono riassumere in: 1963: dietilstilbestrolo (DES)/estrogeni ad alte dosi; 1972: dispositivo intrauterino al rame; 1977: estroprogestinici (principalmente metodo di Yuzpe); 1985: danazolo; 1990: levonorgestrel.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong><span style="color: #800000;">DES nel trattamento del carcinoma prostatico</span></strong></span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Vedi anche</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">http://www.auro.it/wp-content/uploads/2007/09/lg41.pdf?linee-guida-carcinoma-prostatico-trattamento-del-carcinoma-prostatico-prostatico-avanzato</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Fin dalla dimostrazione dell’ormonodipendenza del carcinoma prostatico, gli estrogeni sono stati ampiamente utilizzati con efficacia nelle forme avanzate. La risposta alla estrogenoterapia è stata giudicata, in alcuni studi storici, anche più favorevole della stessa orchiectomia [44, 45] ma associata al rischio di complicanze cardiovascolari e morte, significativamente più elevato utilizzando Dietilstilbestrolo per via orale , alle dosi di 3-5 mg.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dal secondo studio VACURG in cui si erano messi a confronto il trattamento con DES ai doversi dosaggi di 5 mg., 1 mg., 0,2 mg. al giorno contro placebo, negli stadi C e D di carcinoma prostatico, non erano emerse differenze significative riguardo alla sopravvivenza globale. Nel 1987 una rianalisi dei risultati dello studio effettuata combinando in un unico</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">gruppo gli stadi C e D, aveva evidenziato un miglioramento della sopravvivenza dei casi trattati con DES rispetto a quelli che non avevano assunto il farmaco o che erano stati trattati più tardivamente. Questo ha indotto alcuni autori a proporre il DES alla dose di 1 mg. al dì, che pur mantenendo l’efficacia terapeutica, minimizza gli effetti collaterali [44, 46-48].</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nello studio Leuprolide del 1980, duecento pazienti in stadio D2 erano stati randomizzati a ricevere DES 3 mg.-die o Leuprolide 1 mg.. La percentuale delle risposte (complete, parziali o nulle) è stata simile nei due bracci (rispettivamente 85% e 86%), mentre l’11% è andato in progressione nel gruppo Leuprolide contro il 2% del DES. In quest’ultimo il 13% ha avuto effetti collaterali (ginecomastie e complicanze cardiovascolari) contro il 3% dell’altro braccio in cui predominano le vampate di calore [49].</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nel trattamento del cancro prostatico gli estrogeni sono stati usati in differenti formulazioni e dosaggi (Dietistilbestrolo, Stilbestrolo Difosfato, Poliestradiolo Fosfato, Estrogeni Coniugati, Etinilestradiolo).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Attualmente sono in commercio in Italia in formulazione orale, solo estrogeni coniugati ed Etinilestradiolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Secondo alcuni studi la somministrazione parenterale degli estrogeni sembra ridurre l’alto rischio di complicanze cardiovascolari presenti nella somministrazione orale dato che si minimizzano, bypassando la circolazione portale, gli effetti degli estrogeni sui fattori della coagulazione di origine epatica. [50, 51].</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sono state così usate ad esempio alte dosi di Stilbestrolo Difosfato 1-2 volte al giorno per via endovenosa , in cicli di 7-10 gg., ripetibili ad intervalli di uno o due mesi, con una frequenza molto bassa di complicanze cardiovascolari. Dato che gli autori di questo lavoro ipotizzano anche un’azione citotossica diretta sulle cellule neoplastiche, tale terapia potrebbe trovare indicazione in un trattamento di seconda linea [52].</div>
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