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Civil Rights Academy

September 3rd, 2010 LuisaM No comments

San Francisco – Foto di Chiara Lalli

http://harveymilk.com/

IN NESSUN PAESE – di Ivan Scalfarotto

August 31st, 2010 LuisaM No comments

Da oggi nuova veste grafica per il sito e soprattutto una nuova avventura editoriale per Ivan Scalfarotto: In Nessun paese (Ed.Piemme), dove si parla di vita vissuta, di sofferenze, di contraddizioni e dell’inciviltà del nostro paese. Un paese dove si continua ad avere paura di chi semplicemente si ama.

Questa la scheda sul sito di Ivan:
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I diritti negati sono uno dei nodi cruciali su cui si gioca il futuro di un Paese.
Per questo l’Unione europea ha approvato norme all’avanguardia contro l’omofobia e le discriminazioni, e quasi ovunque in Occidente sono state varate leggi sui diritti delle nuove famiglie. In Italia no. In Italia il pregiudizio si mescola con la legge. Si è parlato di Pacs, Dico, Cus, ma l’Italia continua a non approvare una normativa sulle coppie di fatto. Un milione di famiglie «non coniugali», etero e omosessuali, rimangono senza tutela. Costrette a fare i conti con mille difficoltà quotidiane, grandi e piccole: l’impossibilità di amarsi e mettere su casa insieme, di assistere la persona più cara se si ammala, di raccoglierne l’eredità quando muore.
Non accade in nessun Paese civile. Ma attenzione: è vietato chiamarsi fuori, indipendentemente dal proprio status e dalle proprie convinzioni ideologiche o religiose. Perché è miope, ancor prima che ingiusto, rendere milioni di persone figli di un dio minore, cittadini di serie B, con minori diritti e minori doveri.
In nessun Paese racconta decine di storie – a partire da quella dell’autore – di persone in lotta per l’affermazione della propria identità e dei propri diritti. Innanzitutto il primo, il più importante: il diritto all’amore.

Appuntamento il  7 settembre in tutte le librerie!

Il book trailer:

Ad Ivan un gigantesco in bocca al lupo e tutto il nostro affetto per questa nuova avventura!

L’informazione – di Ernesto Maria Ruffini

August 24th, 2010 LuisaM No comments

Dalla penna di Ernesto Maria Ruffini, una nuova puntata del Dizionario della Costituzione, il quinto appuntamento, pubblicato sull’Unità del 23 agosto 2010.

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Foto di Carlo TrainaTra i mezzi di diffusione del pensiero, la cui libertà è garantita all’art. 21 della Costituzione, una posizione privilegiata deve essere riconosciuta alla stampa, che i Costituenti vollero tutelare prevedendo la trasparenza dei relativi mezzi di finanziamento.
Una previsione posta a garanzia di un’effettiva informazione pluralistica e della libera circolazione di voci, di notizie e di idee differenti.
La preoccupazione dei Costituenti traeva origine dalla recente esperienza del fascismo che aveva mostrato una classe giornalistica che non aveva «saputo resistere con dignità e con fermezza agli assalti della reazione e della dittatura». Erano consapevoli che se avessero avuto «esempi sicuri di coscienza civile e di educazione politica» avrebbero potuto fare «l’esperimento di un’assoluta libertà nella stampa. Ma poiché questi esempi non li» avevano avuti, si erano visti costretti  «a tenere un contegno di realistica prudenza», perché era – ed è ancora oggi – necessario che la stampa difenda «la propria indipendenza e la propria dignità anche contro la potenza del denaro, contro le minoranze plutocratiche faziose le quali si vogliono servire della stampa per introdurre dei veleni nel cuore del Paese, per giovare a interessi particolari sotto la veste, come avviene sempre, di una difesa degli interessi nazionali» (Schiavetti).

Nel ventennio fascista avevano visto che molti giornalisti legati al regime avevano «sacrificato la loro dignità e prostituito il loro ingegno [...] ai facili onori, ai facili plausi»; avevano «immolato la dignità del loro intelletto sull’altare dell’oro, del denaro»; avevano «tenuto un contegno che sotto tutti gli aspetti è stato riprovevole» e, cosa ancora più grave, avevano influenzato «la formazione dell’opinione pubblica del nostro Paese [...] da questo stillicidio, da questo veleno che veniva quotidianamente propinato all’opinione pubblica», ingenerando «in molti cittadini italiani, il culto della violenza, il culto dell’ingiustizia, il culto, insomma, di tutti i sentimenti deteriori dell’uomo e del cittadino, e invece» deridendo  «quelle che erano le istituzioni più alte: la democrazia, la libertà; tutto ciò che rende l’uomo veramente degno di tale nome». Da tutto questo deriva l’importanza che i giornali facciano sapere all’opinione pubblica «chi li sovvenziona, da quali fonti traggono il denaro col quale sono in grado di mantenersi», perché il «tono del giornale non è dato infatti tanto dal direttore o dai redattori, quanto da chi lo sovvenziona, perché quel giornale rappresenta i suoi interessi ed è l’esponente delle sue idee» (Cavallari).

In questa prospettiva, occorreva prevedere la «pubblicazione dei bilanci, in modo da affidare il controllo alla pubblica opinione» (Mortati) e nella speranza che quest’ultima potesse liberamente formarsi.
Negli anni successivi all’approvazione della Costituzione, il Parlamento ha affrontato nuovamente la questione della libertà e della pluralità dell’informazione, consapevole che qualunque posizione dominante di un editore avrebbe compromesso il diritto di tutti di informare e di essere informati liberamente e di poter, quindi, esercitare la sovranità di cui il popolo è titolare. Come affermato dalla Corte Costituzionale, infatti, la stampa deve «porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti», perché il confronto tra idee e opinioni differenti rappresenta la garanzia dello stesso sistema democratico (Corte Cost. n. 155/2002).
Al riguardo, valgano le parole dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel suo messaggio alle Camere del 23 luglio 2002: «il pluralismo e l’imparzialità dell’informazione, così come lo spazio da riservare nei mezzi di comunicazione alla dialettica delle opinioni, sono fattori indispensabili di bilanciamento dei diritti della maggioranza e dell’opposizione».

Ernesto Maria Ruffini

Perchè LaicitaeDiritti

August 23rd, 2010 LuisaM No comments
da più parti ci è stato chiesto come mai abbiamo sentito l’esigenza di trovare il nostro personalissimo modus operandi. Proviamo a spiegare.
Noi: Luisa, Eleonora, Davide, Dario, Stefano ed alcuni collaboratori esterni. Una costituenda associazione, un piccolo gruppo di lavoro composto da amici che si riconoscono nelle idee e nel progetto politico del Senatore Ignazio Marino. Iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico. Provenienti da regioni e territori diversi.
Non diritti speciali, ma diritti uguali per tutti: siano essi gli ammalati, le donne, le coppie di fatto, gli omosessuali o chiunque altro“. (Ignazio Marino).  Ecco, questo puo’ ben essere il nostro manifesto.
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Ci siamo riconosciuti in un progetto politico ed abbiamo deciso di lavorare per la diffusione delle idee che ne sono alla base. Un progetto che è nato a Torino, al Lingotto, e che ci ha fatto toccare con mano un altro modo di fare politica. Lontano dai riflettori e dalle convenienze.  Marino arrivò senza clamore, si mise seduto accanto a noi, in platea, lontano dai giornalisti e dai politici che contano, dalle telecamere e dai flash dei fotografi.  Ma poi salì su quel palco e, con la sola forza delle sue parole, ottenne gli applausi piu’ lunghi e sentiti dell’intera giornata.
In molti di noi è rimasto quell’entusiasmo, Per questo abbiamo deciso di provare a trasmetterlo, per quanto potrà riuscirci, parlando con la gente ed alla gente, lontani da esigente contingenti, quali congressi, elezioni, feste e tutto ciò che caratterizza l’attività “istituzionale” di ogni partito politico.  E lo vogliamo fare con la piena libertà di poter scegliere i luoghi, i relatori, i moderatori di ogni iniziativa che metteremo in piedi.
Vogliamo che l’unico criterio della nostra scelta sia soltanto il merito e la competenza nell’argomento affrontato. Senza spazio per passerelle di nessun genere. Saremo attivi su territori distanti tra loro per dar voce a chi lavora per continuare a tenere in vita quel progetto. Senza risparmiarsi.
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Parlaremo soprattutto di diritti: dei migranti, dei disabili, degli ammalati, dei cittadini lgbt, delle donne.. diritti mancati e discriminazioni indegne di un paese civile. Potrà capitare occasionalmente di impegnarci in argomenti maggiormente “politici”, ma sempre e comunque legati alla nostra area politica di riferimento.
Organizzeremo iniziative politico/culturali, presentazioni di libri, arricchite quando possibile da reading o proiezioni di audiovisivi. Lavorando in autonomia o appoggiandoci, se è il caso, solo a chi condivide i nostri obiettivi ed il nostro indirizzo politico.
Nessuna volontà di dividere o destabilizzare, ma solo libertà di scegliere e di dimostrare con i fatti la nostra idea di Politica.
www.laicitaediritti.org

Dizionario della Costituzione : Gli Stranieri – di Ernesto Maria Ruffini

August 19th, 2010 LuisaM No comments
Il quarto appuntamento del Dizionario della Costituzione, su L’Unità del 18 agosto 2010
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I nostri Costituenti, molti dei quali avevano dovuto rifugiarsi all’estero per «sottrarsi alla cattura o alla morte o alla lunga detenzione da parte del regime fascista» (Cavallari), vollero riservare un’attenzione particolare nei confronti degli stranieri.
Come profeticamente affermato in quei giorni, «oggi vi è la Costituente. V’è un’aria di libertà, ma non sappiamo quali Governi e quali maggioranze si avranno domani, e quali uomini politici interpreteranno le limitazioni che includiamo nella nostra Costituzione. [...] Sarebbe doloroso e anche vile che proprio noi nella nostra Costituzione mettessimo una norma che contrasti con questo concetto» (Tonello).
In questa prospettiva, nell’atmosfera della nascita dell’Itala repubblicana, l’Assemblea Costituente volle legare le future scelte del legislatore italiano a quelle della Comunità internazionale. Tra queste, c’è la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951, che impone agli Stati contraenti di non prendere «sanzioni penali, a motivo della loro entrata o del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate» (art. 31) e di non espellere o respingere, «in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche» (art. 33).
Proprio grazie all’art. 10 della Costituzione, queste e tutte le altre norme generalmente riconosciute dalla comunità internazionale rappresentano dei limiti precisi che il Parlamento deve rispettare nella redazione delle leggi in materia di immigrazione.
Ma i Costituenti si spinsero oltre, riconoscendo il diritto di asilo a tutti gli stranieri che nei loro paesi non possono godere delle stesse libertà democratiche garantite dalla nostra Costituzione.  Un diritto considerato tra i «più alti e sacri» di tutta la nostra Carta (Cavallari). Una definizione particolarmente ampia che ha posto «la Repubblica italiana sul piano di quei Paesi liberi e civili, che diedero ospitalità ai nostri emigrati politici perseguitati dal fascismo» (Carboni). Una definizione che contiene volutamente un generico riferimento alle libertà democratiche garantite nella nostra Costituzione senza alcuna ulteriore precisazione, perché «in questa dizione sono comprese tutte le libertà presso di noi garantite» (Tupini).
È difficile «che tali libertà si trovino negate in una Costituzione, ma purtroppo non è difficile che di fatto l’esercizio di quelle libertà sia limitato» (Cappi) ed è per questo motivo che dovrebbe essere sempre verificato se lo straniero che richiede asilo possa «avere l’effettivo esercizio di questi diritti, e non che questi diritti siano astrattamente incorporati nella Carta costituzionale del paese cui lo straniero appartiene». Si tratta «di vedere in pratica se lo straniero ha l’effettivo esercizio di quei diritti a cui noi soprattutto teniamo» (Treves).
Sotto altro profilo, infine, il diritto di asilo affermato nella Costituzione è volutamente slegato da qualunque forma di reciprocità da parte dei paesi ai quali appartengono gli stranieri che ci chiedono asilo. «Peggio, moralmente parlando, peggio per quei paesi che non accordassero una completa reciprocità. Oltre tutto, l’ospite è sacro, anche quando si tratti di ospite volontario, non sollecitato dalla nostra ospitalità» (Tieri). In altri termini, l’auspicio manifestato in Assemblea era quello di riconoscere allo straniero le nostre stesse libertà democratiche «quand’anche la nazione dalla quale lo straniero proviene non riconoscesse per noi quei diritti che noi allo straniero riconosciamo. Roma si dice, è madre del diritto: cominciamo noi, dunque, a dare agli altri una lezione di diritto, anzi di una maggiore civiltà» (Della Seta).
Ernesto Maria Ruffini

Dizionario della Costituzione: l’Uguaglianza – di Ernesto Maria Ruffini

August 13th, 2010 LuisaM No comments

Il secondo appuntamento del Dizionario della Costituzione – su l’Unità di domenica 8 agosto 2010.

L’art. 3 della Costituzione, quello che riconosce che le persone sono tutte uguali davanti alla legge, è certamente uno degli articoli più belli ed importanti della nostra Costituzione. Nei resoconti dei diciotto mesi di attività del’Assemblea Costituente, le parole “uguaglianza” e “uguali” sono ripetute centinaia di volte. Uguali senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Un principio che i Costituenti vollero fermamente affermare «dopo le recenti violazioni per motivi politici e razziali» (Ruini). Un principio che vollero scrivere per i più deboli, per le minoranze, per tutelare i pochi e non i molti, perché «la Costituzione è fatta per le minoranze e non per le maggioranze, per tutelare i pochi e non i molti. I molti non hanno bisogno di Costituzione, hanno la forza» (Lucifero d’Aprigliano). Perché lo Stato non è costituito solamente «dalla maggioranza dei cittadini, ma da tutti i cittadini e non deve essere rappresentante dei più e tollerante dei meno» (Marchesi).
L’uguaglianza dinanzi alla legge è un principio scritto per riconoscere che siamo tutti diversi e per evitare che le nostre differenze possano essere motivo di discriminazione a svantaggio di chi è più debole o di trattamenti privilegiati a favore di chi è più forte. «Uguaglianza giuridica», infatti, «non significa trattamento uguale di problemi disuguali, ma applicazione dei principî di giustizia alle situazioni concrete. “A ciascuno il suo: non a tutti lo stesso”, è il principio di giustizia. L’eguaglianza non è parità aritmetica né quantitativa; come la giustizia è proporzione» (Riccio). Un principio scritto per «mettere in luce il carattere dinamico che deve avere lo Stato democratico» (Moro) e per «incanalare lo sviluppo della nostra società verso una maggiore eguaglianza» (Togliatti).
In questa prospettiva, i Costituenti hanno affidato un impegno concreto al «legislatore ordinario, quello di emanare leggi e disposizioni, le quali attuino questa garanzia e la rendano effettiva» (Ravagnan), secondo un principio che avrebbe dovuto guidare la mano del futuro legislatore e che dovrebbe permeare ancora oggi tutto il nostro ordinamento.
Infatti, «dopo aver fatto una solenne affermazione dei principî di libertà e uguaglianza, nella concreta realtà sociale, questi principî possono trovare poi ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il raggiungimento dell’affermata eguaglianza. Pertanto tutta l’opera della legislazione italiana deve tendere ad eliminare questi ostacoli» (Basso). Perché «se vogliamo che la nostra Costituzione abbia un carattere effettivamente moderno, aderente alla realtà attuale, se vogliamo che la democrazia non sia soltanto una democrazia formale, ma che sia effettiva, dobbiamo integrare il riconoscimento dei diritti di libertà con i diritti economici e sociali. Ne viene, come corollario, che non si tratta soltanto del riconoscimento, ma che è necessaria anche la garanzia» (Ravagnan).
La Costituzione, pertanto, non si limita ad affermare l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, ma chiede alla Repubblica di non rimanere indifferente di fronte alle ingiustizie, ma di combatterle attraverso una concreta politica di riforma della società. Ora come allora, si trattava «di realizzare in fatto, il più possibile, l’eguale dignità di tutti gli uomini». Occorreva non accontentarsi solo di parole, «di dichiarazioni astratte», porre invece in essere una moderna «legislazione sociale, che» rendesse «in fatto eguali le condizioni e le possibilità di vita di tutti i cittadini» (Moro).
Prima della Costituzione, invece, le ingiustizie sociali, le condizioni economiche o personali non erano prese in considerazione dalla legislazione e anche per questo le disuguaglianze erano destinate a perpetuarsi, condannando le persone meno fortunate a rimanere tali. E’ a loro che si rivolge in particolar modo l’art. 3 della Costituzione ed è all’art. 3 che dovremmo guardare noi oggi.

Ernesto Maria Ruffini

Un tempo che non esiste più – di Ivan Scalfarotto

August 6th, 2010 LuisaM No comments
“L’esclusione del matrimonio tra persone dello stesso sesso è il prodotto di un tempo in cui uomini e donne erano considerati avere ruoli differenti nella società e nel matrimonio. Quel tempo non esiste più.”
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qui il post originale
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Il giudice Vaughn Walker ha sancito ieri l’incostituzionalità della “Proposition 8″ che aveva bandito i matrimoni gay dalla California. Una sentenza che chiude soltanto temporaneamente una storia tortuosa che finirà sicuramente davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti e che aveva lasciato le 18 mila coppie che avevano fatto in tempo a sposarsi, nei quattro mesi e mezzo in cui era stato legalmente possibile in California, in una specie di limbo. Leggere la sentenza del giudice Walker è un’esperienza veramente interessante: tutti i pregiudizi e gli stereotipi sul matrimonio gay sono smontati senza nessuna pietà, uno per uno, per quelli che sono: pregiudizi moralistici basati sulla superiorità morale della maggioranza eterosessuale sulla minoranza omosessuale.
Eppure la cosa che mi ha affascinato di più di tutto è che Walker dice alla fine una cosa che trovo profondamente giusta e di cui non si discute mai abbastanza: che il matrimonio doveva essere necessariamente ed esclusivamente tra due persone di sesso diverso quando la diversità dei sessi, e la subordinazione della donna all’uomo, era la base stessa del matrimonio e della società. In una società dove la donna non aveva nemmeno la possibilità di stipulare negozi giuridici senza l’autorizzazione maritale, una donna senza marito era una specie di controsenso. Oggi che i coniugi sono pari, e che le donne contano (almeno sulla carta) quanto gli uomini, non si spiega più perché non sia possibile sposarsi tra uguali. Ecco, io credo che il giudice Walker abbia spiegato benissimo con questo passaggio per quale motivo la battaglia per il matrimonio gay sia una battaglia per una società più giusta ed equa in generale, e per una società meno maschilista in particolare. Chi si batte contro la possibilità che i gay sposino chi vogliono (scelta riconosciuta in modo indiscusso a tutte le persone eterosessuali) si batte per la famiglia tradizionale anche nel preservarne pervicacemente il suo carattere smaccatamente patriarcale: basti considerare che chi è contro il matrimonio gay è normalmente anche contro l’aborto, l’inseminazione artificiale, il divorzio e contro tutte le conquiste che hanno consentito l’emancipazione delle donne nel mondo occidentale, la loro autodeterminazione e l’affermazione della loro piena dignità.

Ivan Scalfarotto

SAPPIAMO COSA MANGIAMO?

July 31st, 2010 LuisaM No comments
nota del dottor Stefano Ciatti
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Il Des negli alimenti
I trattamenti con ormoni d’origine animale, di sintesi, sperimentali, sicuramente non sono stati interrotti. In America i trattamenti con ormoni sono non solamente ammessi, ma incoraggiati, e continuano ad essere sperimentati: zeranolo, estradiolo, testosterone, progesterone, treribolone acetato sono in continua sperimentazione e inoculati in vitelli, mucche e tori. Riescono a farli crescere più velocemente del 50%.
Per fortuna l’UE continua a tenere le proprie frontiere chiuse all’importazione di carne trattata con ormoni: l’ultimo rifiuto ufficiale data luglio 1999. Allora la ormai celebre (o famigerata?) W.T.O. (World Trade Organization) avrebbe ordinato di “lasciare che il bando venga disatteso”, e gli USA hanno chiesto miliardi in risarcimenti.  Ma in Europa l’importazione di carne americana è ancora vietata.
In Italia le condanne penali della Cassazione si susseguono, poche ma senza soluzione di continuità, mentre l’Istituto Superiore di Sanità trova diversi corticosteroidi illegali nel latte, e 17-betaestradiolo nel siero bovino (usato per i vaccini). D’altronde, il D.lgs. 27/1/1992 n.118 vieta, è ovvio, la somministrazione di ormoni, ma li autorizza a scopo terapeutico e nel periodo successivo al parto, cioè: volendo, sempre. Dell’ormone D.E.S. (Dietilstilbestrolo), che provoca cancro al seno, è difficilissimo accertare la presenza, essendo attivo anche in dosi infime (parliamo di milionesimi di grammi). Secondo il Comitato Scientifico dell’Unione Europea, che doveva pronunciarsi a proposito del doping, anche dosi infinitesimali di queste sostanze danneggiano la salute umana, innescando tumori e alterando le risposte del sistema immunitario. Inoltre, i valori residuali di ormoni ritenuti innocui fino a dieci anni fa, sono oggi, grazie a dati scientifici più raffinati, considerati rischiosi per i consumatori, specialmente per i bambini in età pre-puberale.
Le ricorrenti malattie dei bovini provocate dalle condizioni-limite in cui vivono costringono a terapie antibiotiche senza sosta. All’esame anatomo-patologico si rileva un’incidenza elevata di lesioni muscolari dovute all’uso di sostanze xenobiotiche.
In Italia, e’ matematicamente certo (lo dimostra la sproporzione tra le ricette “ufficiali” e il numero di animali: solo 4 o 5 ogni 100) che i farmaci vengono acquistati sul mercato nero per non doverne segnalare l’uso. Poi, poco prima della macellazione, viene somministrato agli animali un fortissimo diuretico che cancella le tracce delle sostanze illegali. I farmaci innescano una lunga reazione a catena di rischi igienici: nel gennaio ’98 la FDA lancio’ l’allarme per un’enorme quantita’ di farmaci parenterali distribuiti da una societa’ californiana infettati dal bacillo mortale Cereus bacteria: Soluzioni saline ipertoniche, Lactated Ringer’s Solution, Calcium Gluconate 23% Solution, Dextrose Solution 50%, soluzioni elettrolitiche… Hanno luogo anche trattamenti con farmaci sperimentali.
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A RUOTE LIBERE: Piombino (LI), sabato 25 settembre, ore 16

July 30th, 2010 LuisaM 1 comment

Insieme alla presentazione del libro “Regione Straniera”, di Giuseppe Civati, stiamo lavorandoper organizzare un’altra importante iniziativa, su un tema che ci è altrettanto caro: la DISABILITA’.
L’iniziativa si terrà il 25 settembre di nuovo a Piombino (LI), presso l’Auditorium del Centro Giovani, alle ore 16. Presenteremo il libro scritto dalla dott.ssa Elena Grassi “Oltre ogni ragionevole scommessa” (l’introduzione è a firma del senatore Ignazio Marino).
Il libro racconta la storia del dottor Stefano Ciatti. Medico radiologo di Prato, Stefano ha affrontato con coraggio le limitazioni fisiche impostegli dall’handicap, raggiungendo grandi soddisfazioni sia sul piano personale che professionale. La dott.ssa Grassi, con delicatezza ed ironia, ci narra episodi di una vita vissuta all’insegna della determinazione e del non arrendersi, in nessun caso.  E’ una libro che affascina e che ti lascia qualcosa dentro che difficilmente se ne andrà. Perchè si racconta la vita di Stefano, ma in ogni paragrafo è come se ci fosse una parte di noi. E’ un libro che ti guarda dentro, che spinge a riflettere ed a cercare di capire se veramente, in ogni momento della nostra vita, abbiamo davvero avuto, come il protagonista, la grinta ed il coraggio di metterci in gioco fino in fondo.  Oltre ogni ragionevole scommessa.
Accanto alla dott. Grassi ci sarà anche il dott. Marco Armellini, neuropsichiatra infantile, allievo del Prof Milani Comparetti che tanto ha saputo migliorare la vita e le terapie riabilitative dei bambini disabili e che ha avuto lo stesso Ciatti come paziente. Valentina Brancaleone, attrice, leggerà alcune pagine tratte dal libro.
A seguire dibattito: i diritti dei disabili, degli ammalati, i tagli al welfare, il funzionamento del nostro SSN. Quali sono i problemi che la politica e le istituzioni possono aiutare ad affrontare e risolvere? Ne parliamo con Mina Welby, Associazione Luca Coscioni, dott. Federico Gelli, medico, assessore alle pari opportunità per la Regione Toscana nella scorsa legislatura.  Saranno presentate alle associazioni ed ai politici presenti alcune proposte redatte da Dario Marchi, membro di Laicità e Diritti, a proposito di piccole integrazioni alla normativa regionale che faciliterebbero alcuni aspetti della vita quotidiana del disabile.
Coordinano l’intera iniziativa il dott Francesco Putortì, primario anestesista e il dott. Stefano Ciatti.

Piombino (LI): “Regione straniera” di Giuseppe Civati

July 28th, 2010 LuisaM 1 comment

Abbiamo creduto e crediamo nelle idee che il Senatore Marino ha portato in giro per l’Italia durante la campagna congressuale e vogliamo impegnarci per far conoscere le tematiche che sono state oggetto della nostra mozione. La campagna congressuale è finita, ma non per questo è per noi finito il momento di occuparsi di diritti, di chi è discriminato, di chi si trova in difficoltà.  Lo facciamo senza collegare il nostro impegno ad un evento specifico della vita del PD, partito nel quale, da iscritti o simpatizzanti, ci riconosciamo. Lo facciamo andando ad incontrare le persone, per parlare con loro, per far loro ascoltare interlocutori attenti e sensibili, ogni volta esperti conoscitori della tematica affrontata. Vogliamo portare la loro voce sui nostri territori. In Toscana, nel Lazio, in Puglia.
Inizieremo la nostra stagione di eventi dalla Toscana, per l’esattezza dalla città di Piombino (LI), con questa iniziativa.
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Vi aspettiamo!!
Luisa, Eleonora, Davide, Dario, Stefano