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Laicità, Diritti e Dignità * di Fabio Bracciantini

Posted on | April 14, 2014 | No Comments

Dopo la Sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la Legge 40/2004 sulle “norme i materia di fecondazione medicalmente assistita” Famiglia Cristiana teme la  “fecondazione selvaggia per tutti” e parla di “ultima follia italiana”. La Pontificia Accademia per la Vita manifesta “sconcerto e dispiacere” ed anche gli esponenti politici di area cattolica tuonano: per Eugenia Roccella (NCD) “Si apre una deriva molto pericolosa… cade il diritto di ogni nato a crescere con i genitori naturali..”, mentre secondo Paola Binetti (ex DC-PPI-Margherita-PD ora UDC) si consuma un “grave attacco alla famiglia”…

Ecco, queste sono le prime razioni politiche degli alleati e simpatizzanti del governo PD-UDC-NCD guidato da Matteo Renzi in merito alla decisione della Consulta su una parte della già citata Legge 40.
Il manifesto ideologico voluto da Berlusconi continua a perdere pezzi e la prossima spallata arriverà  il 12 giugno sempre dalla Consulta quando si dovrà pronunciare sul divieto di sperimentazione sulle cellule staminali embrionali. Read more

Obiezione di coscienza e 194: interpellanza parlamentare di Marisa Nicchi, Sel

Posted on | March 11, 2014 | 1 Comment

Ancora una donna abbandonata a partorire da sola, in bagno, in conseguenza di un aborto terapeutico. La storia di Valentina è stata raccontata ieri da Filomena Gallo, dell’Associazione Coscioni e rilanciata immediatamente dai media. La piaga dell’obiezione di coscienza si fa sempre più pesante in tante regioni d’Italia. Marisa Nicchi, parlamentare di Sel, appena venuta a conoscenza di questo terribile dramma (aggravato dal fatto che Valentina è portatrice di una rara malattia genetica, ma impossibilitata, secondo la legge 40, a ricorrere alla fecondazione assistita ed alla diagnosi preimpianto) ha presentato interrogazione parlamentare urgente cui il governo dovrà rispondere venerdi prossimo. Si aggiungono in firma i deputati di Sel Piazzoni e Migliore. Questo il testo:

Interpellanza urgente

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della Salute.

Per sapere, premesso che:

il quotidiano “La Repubblica” dell’11 marzo scorso, riporta una drammatica intervista a una donna affetta da una malattia genetica costretta ad abortire al quinto mese e << sola come un cane>>. Peraltro in conseguenza e per responsabilità della legge 40/2004 sulla procreazione assistita, la donna ricorda come, pur avendo una <<malattia genetica trasmissibile rara e terribile, in teoria posso avere figli, quindi per me non è previsto l’accesso alla fecondazione assistita, alla diagnosi pre-impianto. A me questa legge ingiusta concede solo di rimanere incinta e scoprire, come poi è avvenuto, che la bambina che aspettavo era malata, condannata. Lasciandomi libera di scegliere di abortire, al quinto mese: praticamente un parto>>;

la donna racconta di essersi ritrovata, complice il cambio turno, abbandonata in un bagno a partorire il feto morto, con il solo aiuto del marito. <<In ospedale erano tutti obiettori>> ha dichiarato; Read more

Trento: un atto di inciviltà che deve essere fermato – di Fabio Bracciantini

Posted on | March 10, 2014 | No Comments

Succede che a Trento un consigliere comunale di una Lista Civica, tal Claudio Cia, padre “modello” (aggiungo io) di due bambine (così recita la home page suo sito, ed ometto i nomi per rispetto delle minori) il 26 Febbraio scorso ha presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno in cui chiede “che i servizi sociali del comune di Trento, individuati sul territorio casi di omogenitorialità singola o multipla, verifichino l’ambiente di crescita del bambino in considerazione dell’assenza di una figura materna o paterna, per deliberata scelta che sottende motivi di illegalità e la segnali immediatamente al Sindaco” e di conseguenza “che il Sindaco disponga immediatamente la collocazione del bambino in un ambiente che favorisca il suo pieno sviluppo umano” chiede inoltre “che il Comune non sponsorizzi, patrocini o promuova in nessun modo azioni culturali orientate a confondere e a sminuire il significato e il valore del matrimonio tra un uomo e una donna e della famiglia eterosessuale”.
La mozione “Cia” risulta iscritta nella seduta del Consiglio Comunale di Trento l’11 marzo. Anche il consigliere del (fu) Popolo delle Libertà appoggia e sponsorizza l’iniziativa.
Le risposte, per fortuna, non si sono fatte attendere. Tutte le associazioni in difesa dei Diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali si sono coordinate per “agire” iniziative che fermino questa ennesima barbarie verso la dignità delle persone. Read more

Accoglienza e Convivenza – di Marco Pacciotti

Posted on | January 13, 2014 | No Comments

Il Corriere della Sera affida l’apertura del dibattito sul superamento della Bossi-Fini a una delle sue firme più prestigiose, e lo fa in prima pagina.  Segno che la questione posta, con buona pace della Lorenzin ed altri che la derubricarono come non prioritaria, sia invece percepita da questa testata come importante.

Merito del PD aver posto la questione e il fatto che la “sfida” sia raccolta , con l’intenzione da parte dell’editorialista di farlo nel merito e fuori da schemi ideologici.

Dell’articolo titolato “ TROPPE IPOCRISIE SUGLI IMMIGRATI” di Panebianco apprezzo la tempestività e il coraggio di voler aprire un dibattito, ne condivido anche l’attenzione posta sul tema di quale immigrazione vogliamo in Italia, molto meno invece ne condivido analisi e proposte, anche se accennate e ovviamente volte a provocare una discussione puntuale sul tema. Una discussione però che alimentata da proposte e analisi che risentono di vecchie impostazioni di parte e che assumono , nonostante gli intenti dichiarati del giornalista, un profilo di parte. Read more

25 novembre

Posted on | November 25, 2013 | No Comments

Per le vittime di questa guerra silenziosa, che comprende anche le ragazze transessuali. Per tutte coloro che soffrono ed hanno sofferto. Per non dimenticare mai.

LOVE is RIGHT. Diritti senza compromessi…. Laicità e Diritti aderisce!

Posted on | November 25, 2013 | No Comments

Sono passati tre anni dalla manifestazione nazionale LGBT “Uguali” e nel nostro Paese nulla è cambiato in tema di Diritti per Gay, Lesbiche, Transessuali , Bisessuali. Ancora aggressioni e violenze nei confronti di persone omossessuali, suicidi, omicidi di persone transessuali (il più delle volte passate in sordina o come notizie di poco conto), nessun diritto a legalizzare il proprio Amore come succede nel resto d’Europa e in molti Paesi del mondo, nessuna legge contro l’omotransfobia seria e affidabile, nessuna possibilità di adozioni per le coppie omosessuali, né tantomeno la possibilità di procreare tramite inseminazione artificiale a causa si una legge, la 40 del 2004 (di cui occorre una severa revisione), che come un puro “manifesto ideologico” ha minato il diritto delle persone sia eterosessuali che omosessuali, di avere figli o di non permettere la ricerca sulle staminali embrionali ponendo, di fatto, un pericoloso freno alla ricerca.
Insomma, dal 2010 ad oggi, solo passi indietro in direzione dei “nuovi”Diritti, e che minano quelli già conquistati in tempi non lontani con recenti e continui attacchi alla 194. “Laicità e Diritti” sin dalla sua fondazione nel 2009 si batte al fianco di altre Associazioni per realizzare questi obiettivi importanti. Read more

Venerdi 15 novembre a Cecina (LI), ore 21

Posted on | November 13, 2013 | No Comments

Il percorso di Emma – di Mercedes Lanzillotta

Posted on | November 12, 2013 | No Comments

 Abortire in una città del Sud, il percorso di Emma.
Sono una giovane donna di 28 anni, ed un giovanissimo medico in formazione, e come tale non posso non interrogarmi sull’obiezione di coscienza. In questo percorso di vita e professionale, mi è capitato di trovarmi, a proposito di Legge 194, “dall’altre parte”, senza camice: i primi di agosto 2013 mi sono sottoposta ad una interruzione di gravidanza, ed ho scelto la RU486.
Dopo non poche tribolazioni.
Inutile dire che a 28 anni un figlio ci pensi a tenerlo, e molto concretamente.
I motivi che hanno portato me e il mio compagno a questa scelta sono molti, ma per quanto questa scelta sia stata ponderata, anche drammaticamente vissuta da parte di entrambi, ciò che più ci ha feriti, ciò che più sta pesando nella elaborazione necessaria di questo evento, è stato il percorso, le vicende che abbiamo dovuto affrontare sul piano pratico. “e ‘l modo ancor m’offende”, viene da dire.
Alcune considerazioni preliminari: io sono una donna in una posizione assolutamente privilegiata. Sono un medico, mi sto specializzando, cioè lavoro, in uno degli ospedali più grandi ed organizzati di ……., ho un compagno stabile e provengo da una famiglia benestante. Ovvero ho una buona base sociale, economica e culturale di provenienza. Tutte cose che sanciscono, appunto, il mio vantaggio. O quantomeno presunto tale.

Accertata la gravidanza, mi sono rivolta alla mia ginecologa: 35 anni, laurea e specializzazione nel mio stesso Ateneo, esperienza all’estero, rampante ed aggiornata, non mi ha sostenuta in questo percorso. Comunicatale la mia decisione di interrompere la gravidanza, mi ha detto di essere obiettrice e di non poter dunque in nessun modo, in coscienza, sostenermi in una decisione di questo genere. Soprattutto come donna, solo dopo come medico. Il nostro rapporto medico-paziente si è interrotto lì, come è facile immaginare.
Mi sono dunque ritrovata nella condizione di dovermi orientare da sola. Read more

Da domani forse obietterò anche io – di Mercedes Lanzillota

Posted on | November 12, 2013 | No Comments

Dal 1995 lavoro in Lombardia e sono un’anestesista non obiettora. Prima lavoravo in Germania, era un Ospedale confessionale e nessuno mi pose la domanda di obiezione, non si facevano interruzioni di gravidanza e basta. Poi all’Ospedale di Garbagnate: mi sono rimaste impresse le battutine dei miei colleghi obiettori su “Erode” rivolte a noi non obiettori. Ma ci passavo sopra. Sono sempre stata una militante assoluta.
La lotta per la 194 è stata una pietra miliare della mia vita politica e della generazione a cui appartengo. “Non si torna indietro”: articolo primo della mia militanza.
In tutti questi anni non mi è particolarmente pesata la non obiezione, perché ne ho sempre avvertito la necessità sociale, pur costringendomi a una parte del lavoro che non mi piace.

Le donne che si rivolgono alla 194 sono cambiate.
20 anni fa erano tantissime e quasi tutte italiane: studentesse universitarie, casalinghe disperate, situazioni amorose difficili, donne metropolitane al quarto figlio in 70 metri quadri, giovani coppie non ancora stabilizzate, concepimenti per rottura di condom, figli di violenza sessuale e incesti.
In questi anni le donne sono cambiate.
Spesso hanno 13-14 anni, arrivano accompagnate dai genitori o con la lettera di accompagnamento del giudice tutelare, ragazzine sperdute con lo sguardo già spento, con mamme premurose e ansiose che passino quelle ore. Sono donne straniere: moltissime musulmane con altissimo numero di interruzioni. Albanesi, marocchine, ecuadoriane, peruviane. Moltissime badanti. Anche donne rom: ma quelle c’erano anche negli anni 90, non sono cresciute in termini percentuali. Prostitute. Non rare le gravidanze frutto di violenza e negazione dell’amore.
Meno frequenti le italiane tra i 25 e 40 anni: a quella età i figli si vogliono e c’è una maggiore stabilità economica. Le donne italiane abortiscono spesso prima e dopo questa età, quando la precarietà economica le colpisce di più. Tante hanno perso il lavoro, tante raccontano situazioni disperate con il marito in cassa integrazione. Read more

La porta del mare – di Marco Pacciotti

Posted on | October 31, 2013 | No Comments

Pubblico solo ora questa mia lunga riflessione scritta per una rivista, per pudore e perchè sapevo che dopo poco, anche l’ennesima tragedia sarebbe diventata un ricordo vago e l’attenzione dei media scemata. Credo invece che si debba continuare a ricordare, riflettere e a prendere inziaitve concrete, a partire da un più corretto approccio al tema. Evitando quindi di sovrapporre cose simili ma non uguali, ovvero l’immigrazione in Italia con quanti sfidano la morte per sopravvivere a guerre, persecuzioni e carestie.

“I recenti eventi drammatici accaduti a Lampedusa, hanno richiamato l’attenzione dei media e dei nostri concittadini sull’immigrazione e la legislazione che in Italia dovrebbe regolarne la permanenza. Un dibattito auspicabile ma legato a un evento luttuoso purtroppo e che si sviluppa quindi troppo sull’onda emotiva e troppo in ritardo. Un ritardo di percezione legato alla storia relativamente recente dell’immigrazione di massa in Italia e che continua a confondere i piani della discussione e a inseguire salvifiche ricette che non esistono.
Gli oltre 300 migranti morti nel tentativo di cercare una vita migliore, hanno colpito come un pugno nello stomaco gli italiani. Ma essi rappresentano solo una minima parte di quanti muoiono in mare senza traccia o nelle interminabili traversate per terra, e sicuramente non è questo un fenomeno recente, né sarebbe corretto di parlare di immigrazione partendo da questo qui. Quanti infatti intraprendo un viaggio tanto lungo (a volte anni) e pericoloso per arrivare alla fine della traversata per terra a giocarsi il tutto per tutto su qualche carretta del mare, sono infatti gli ultimi fra gli ultimi. Sono donne, bambini e uomini in fuga da guerre, carestie o persecuzione di vario genere, ce non hanno quindi alcun modo per lasciare legalmente il loro paese di origine.
L’immigrazione in Italia invece è composta da circa cinque milione di persone che invece hanno regolari documenti e che qui sono arrivati con visti e documentazione in regola e che soprattutto non hanno richiesto mai lo status di rifugiato, come invece accade in larga misura per quanti arrivano via mare sfidando a morte. Lampedusa quindi riguarda in realtà poco l’immigrazione propriamente detta e attiene maggiormente al tema semmai del diritto di asilo e alla salvaguardia della incolumità dei richiedenti asilo come previsto dalla Convenzione di Ginevra. Read more

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