Le risposte di Francesco Nocchi, coordinatore PD Pisa
Posted on | January 27, 2012 | No Comments
Anche Francesco Nocchi, coordinatore provinciale PD Pisa, ha risposto alle nostre domande. Queste le sue dichiarazioni.
(registro unioni civili e biotestamento): Io credo che su temi così delicati dal punto di vista etico un Paese come il nostro dovrebbe avere una legislazione valida su tutto il territorio nazionale e condivisa dalla maggioranza delle forze politiche e sociali. Purtroppo, per tanti motivi, in Italia non è mai stato possibile arrivare ad una regolamentazione seria, di spessore europeo, sui temi eticamente sensibili. Questi temi sono sempre oggetto di forzature e strumentalizzazioni, lo testimonia il caso di Eluana Englaro. Con tali premesse credo sia giusto, ove possibile, che i Comuni, e gli Enti Locali in genere, svolgano una funzione, per così dire, di avanguardia civile. Non possono legiferare, ma possono dare lo stesso segnali molto importanti, piantare dei paletti. Read more
C’è chi dice no: sabato 28 gennaio, Firenze, Palazzo Vecchio, ore 16
Posted on | January 27, 2012 | No Comments
C’era un tempo in cui l´obiezione di coscienza riguardava coloro che si opponevano al servizio militare obbligatorio, rifiutando qualsiasi forma di coercizione e di imparare ad utilizzare le armi, in nome di ideali di pace e di assoluta contrarietà ad ogni forma di violenza. La fedeltà a questi principi si pagava con il carcere e con il pubblico ludibrio.
Nel 1972 fu introdotta una legge (la 772) che permise a quegli obiettori di soddisfare l´obbligo del servizio militare tramite lo svolgimento di un servizio civile sostitutivo, con una legge che si rivelò comunque punitiva anche solo per il fatto che tale servizio prevedeva una durata di diciotto mesi anzichè di dodici. Compiere una scelta diversa era ancora difficile.
Oggi che il servizio militare ha assunto base volontaria si parla comunemente di obiezione di coscienza in ambiti diversi, soprattutto quello sanitario. Ma la situazione si è capovolta, gli obiettori sono protetti dalla legge, non hanno conseguenze da affrontare ma anzi usufruiscono di una riduzione degli incarichi da svolgere (che andranno a sommarsi ai compiti già assegnati ai colleghi) senza dover offrire niente in cambio. Pensiamo ad esempio all´obiezione di coscienza prevista dalla legge 194/78 per gli operatori sanitari, anche nel servizio pubblico. Se un medico sceglie di essere obiettore verrà semplicemente esonerato dal “compiere le procedure e le attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l´interruzione di gravidanza” (art 9). Senza la previsione di alcun onere sostitutivo. Semplicemente dovranno essere i suoi colleghi ad occuparsene. Ma cosa succede negli ospedali dove tra i medici in servizio solo pochissimi (a volte anche solo uno) non sono obiettori? Come viene tutelato il diritto della donna a ricorrere all´Ivg nei termini prescritti dalle legge italiana? Cosa accade quando quell´unico medico non obiettore si ammala o va in ferie? Fino a che punto il diritto all’obiezione può sovrastare il diritto della donna a ricorrere ad una normativa vigente? Ed ancora, quali conseguenze per quei (pochi) medici che si dichiarano non obiettori?
Sulla scia di questo nuovo significato che l´obiezione di coscienza ha assunto (e dell´assenza di oneri compensativi) si moltiplica nel nostro paese il ricorso a tale forma di autotutela. La legge 40/2004 ne è un altro esempio: gli operatori obiettori non sono tenuti “a prendere parte alle procedure per l´applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita” (art 16). E se ne invoca la possibilità di utilizzo anche per quelle professioni non ancora “coperte” da apposita legislazione (vedi i farmacisti e la prescrizione della cosiddetta “pillola del giorno dopo”).
Ma si va anche oltre l´ambito sanitario, fino ad arrivare all’esempio di alcuni Comuni, dove addirittura si sono registrati casi di Sindaci e Consiglieri Comunali che si sono rifiutati di celebrare matrimoni con rito civile adducendo motivazioni religiose.
Di tutto questo e di molto altro scrive Chiara Lalli nel suo bellissimo libro, “C´è chi dice no”. Chiara Lalli, bioeticista, docente universitaria, oltre ad entrare nel dettaglio legislativo di ogni vicenda, racconta quanto sia pesante, sulla pelle dei cittadini e soprattutto delle donne, questo stato di fatto. Racconta di un servizio pubblico vessato dai numerosi obiettori, racconta del dolore di donne costrette a subire un aborto terapeutico in totale assenza di qualsiasi forma di pietas, perchè quel figlio tanto desiderato ha malformazioni tali da essere incompatibili con la sopravvivenza. Racconta storie che in un paese civile non dovrebbero accadere. Mai, per nessuna ragione.
Presenteremo “C´è chi dice no” sabato 28 gennaio, a Firenze (ore 16, Sala delle Miniature, Palazzo Vecchio), alla presenza di Chiara Lalli, l’autrice, di AnnaPaola Concia, Parlamentare Pd, di Giulia Rodano, Consigliere Regione Lazio, IdV, impegnata nella battaglia contro la riforma dei consultori nella sua regione e la dottoressa Valeria Dubini, ginecologa fiorentina, Vicepresidente Aogoi, con la quale cercheremo di capire lo stato dell´arte in Toscana. Quanti obiettori? In quale concentrazione per province? Quanti e quali disservizi a danno dei pazienti? Quali differenze tra Toscana e Lazio, regioni amministrate da due colori politici diversi? Coordina Davide Guadagni, giornalista e scrittore, introduce Alessandro Cresci, coordinatore provinciale IdV Firenze, legge alcuni brani tratti dal libro Fiorella Sciarretta, attrice e regista teatrale.
A cura di LaicitaeDiritti, Libera Uscita e IdV Provincia di Firenze).
Luisa Merlini
Le risposte di Lorenzo Falchi, coordinatore Sel Firenze
Posted on | January 27, 2012 | No Comments
Lorenzo Falchi, che ringraziamo, è Coordinatore Provinciale di Sel, ed è il secondo a rispondere al nostro piccolo sondaggio. Queste le sue dichiarazioni:
(registri per le unioni civili e biotestamento):
Grillo, un giullare moderno? – di Marco Pacciotti
Posted on | January 27, 2012 | No Comments
Leggendo i giornali o i blog, spesso ci torna in mente, in una accezione negativa, il medioevo della ragione. Ragionamenti tagliati con l’accetta, toni urlati e imbarbarimento delle idee.
E’ esattamente questo che ho provato leggendo le recenti dichiarazioni di Grillo sul tema dello Ius Soli. Un medioevo della ragione, con la differenza che in quel periodo storico ingiustamente mal considerato, i comici che facevano satira svolgevano una funzione importante e costruttiva. Davano voce a chi non ne aveva al cospetto di re e vassalli. Questa era la funzione del giullare, non solo di divertire e schernire, ma di “riferire” la vox populi al sovrano perchè ascoltasse quello che i fedeli vassalli temevano di raccontare..per un eccesso di fedeltà mista al timore di perdere rendite e favori.
Il giullare quindi aveva una funzione sociale chiara. Quella di riferire cose ascoltate o dette dal popolo senza essere un delatore ma facendo si che il potere , già allora arroccato (letteralmente) ascoltasse le istanze dei più deboli e indifesi.
Non tutti i giullari di corte assolvevano a questo compito non dichiarato, ma spesso avveniva. Read more
L’omosessualità in Italia è ancora un tabu, intervista a Tiziano Ferro
Posted on | January 22, 2012 | No Comments
Le prime risposte al nostro sondaggio
Posted on | January 19, 2012 | No Comments
Mauro Pasquali, coordinatore IdV Grosseto, è il primo che ha inviato le risposte alle nostre domande.QUI le domande che abbiamo rivolto.
Le sue risposte:
1- (registri per il biotestamento e le unioni civili) nel settembre 2010 ho curato la realizzazione di due convegni (uno a Grosseto e l’altro ad Orbetello) sul testamento biologico ed in tutte le trattative messe in piedi con i partiti della maggioranza nei sei comuni che sono andati alle amministrative nel 2011 ho posto come punto programmatico l’approvazione del registro sul testamento biologico. Negli incontri di maggioranza sto sollecitando che tale registro venga al più presto approvato (come a Scarlino). Sulla stessa posizione l’IDV provinciale è a favore delle unioni civili.
2- (estensione della legge Mancino) L’IDV della provincia di Grosseto non ha mai evidenziato posizioni difformi e/o diverse dall’IDV nazionale, pertanto ritengo che anche su questo punto non ci saranno problemi a condividere una battaglia anche a livello locale.
3- (L’Italia sono anch’io) La campagna L’Italia sono anch’io l’ho sottoscritta fin dall’inizio come IDV Provinciale.Ogni comunicazione rilevante che mi viene inviata da forumcittadinimondo at libero.it la reinvio a tutti gli iscritti e simpatizzanti della provincia di Grosseto.
4- (sottoscrizione del nostro manifesto) come ogni altro argomento, prima di prendere una decisione a nome dell’IDV provinciale devo sottoporla alla decisione/approvazione del direttivo provinciale: a titolo personale lo sottoscrivo, ma io credo abbia più senso che venga approvato da tutto l’IDV Provinciale, pertanto mi riservo di portarlo in discussione al prossimo direttivo.
Mauro Pasquali
che ringraziamo sia per la disponibilità che per il permesso di pubblicazione. Attendiamo allora la sottoscrizione di IdV Provinciale Grosseto!
C’è chi dice no – FIRENZE, sabato 28 gennaio
Posted on | January 18, 2012 | No Comments
Quanto vale la vita di un ragazzo gay? – di Delia Vaccarello
Posted on | January 16, 2012 | No Comments
Meglio la polemica politica, scherziamo? Tentare il suicidio perché rifiutati. E’ successo a inizio di anno nel Vicentino, qualche attimo prima che infuriassero le critiche omofobiche su FB ai danni di Vendola da parte di un assessore della giunta leccese che mischiava politica e omofobia. Così è andata in scena la sproporzione: un coro di voci, giustissime, si è levato contro gli insulti ai danni di Vendola, definito “signorina”, tant’è che il molestatore si è dimesso.
Uno o due i comunicati sul giovane di venti anni che è salito su un cavalcavia sopra una strada trafficata deciso a buttarsi giù. Da poco aveva detto ai genitori di essere gay. Risultato: il rifiuto. Forse devono avergli detto ben più di “signorina”. E lui ha bevuto tutto quello che gli capitava a tiro per trovare il coraggio della disperazione e provare a farla finita.
Omosessualità, gioventù, coming out e morte – di Matteo Winkler
Posted on | January 15, 2012 | No Comments
Nei giorni scorsi si sono verificati alcuni eventi che meritano approfondita riflessione.
Il primo risale al 5 gennaio, quando è apparsa sul Giornale di Vicenza la notizia di un ragazzo di 20 anni che ha tentato il suidicio, poi dissuaso da passanti e polizia, perchè ha confessato ai genitori di essere gay. La reazione di questi ultimi, evidentemente, è stata talmente negativa che il ragazzo ha pensato non valesse più la pena di vivere. Una persona razionale potrebbe (o forse dovrebbe?) pensare che quei genitori dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza, perché rifiutare un figlio perché omosessuale è contrario ai loro doveri. Poi, però, si va avanti nel leggere altre notizie e si scopre che la nostra società non è molto diversa da quei genitori. Anzi.
Napoli in prima fila per i diritti civili
Posted on | January 15, 2012 | No Comments
Dopo i Registri delle Unioni Civili, Luigi DeMagistris propone al Consiglio Comunale di Napoli anche i Registri per il Biotestamento.
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“Non diritti speciali, ma diritti uguali per tutti: siano essi gli ammalati, le donne, le coppie di fatto, i cittadini omosessuali o chiunque altro”(Ignazio Marino)
"La Laicità non è vuoto di valori ma l'affermazione di valori comuni, accanto a quelli che ciascun cittadino voglia coltivare sulla base della propria morale, fede o convinzione. La nostra Carta Costituzionale è la sintesi di quei valori ed è in quella, e quella soltanto, che possiamo riconoscerci come comunità e come popolo" 


